Tween skincare: quando la cura della pelle diventa un’ossessione pericolosa
Il termine è ormai entrato nel gergo sociologico: “tween”, contrazione di between (nel mezzo). Indica quella delicata fascia d’età tra l’infanzia e l’adolescenza. Oggi, però, le protagoniste di questa fase non si limitano più a giocare con le bambole o a sperimentare i primi lucidalabbra; sono diventate le “Sephora Kids”, orde di giovanissime che prendono d’assalto gli scaffali delle grandi catene di profumeria, postando poi sui social video in cui applicano stratificazioni di creme e maschere sofisticate.
Il paradosso è servito: ragazzine di nove o dieci anni, con una pelle ancora perfetta e “acerba”, sono terrorizzate dall’idea di invecchiare e ricorrono a trattamenti formulati per le loro madri.
Il rischio dermatologico della skincare per adolescenti
L’utilizzo precoce di prodotti anti-età non è solo inutile, ma potenzialmente dannoso. I trattamenti formulati per le pelli mature contengono attivi potenti, necessari per contrastare rughe e macchie, ma decisamente fuori luogo su un viso infantile. «Il retinolo, la vitamina C, gli alfa e i beta-idrossiacidi sono molecole piuttosto aggressive», spiega il Dott. Antonio Ascari Raccagni, dermatologo presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola. «Queste sostanze hanno un’azione esfoliante che indebolisce la barriera cutanea, ancora poco sviluppata in giovane età, favorendo arrossamenti, irritazioni e allergie».
Il dermatologo sottolinea inoltre un errore comune alimentato dai social: l’acquisto compulsivo. Le “tween” testano spesso più prodotti nuovi contemporaneamente per mostrarli nei video, moltiplicando esponenzialmente il rischio di reazioni avverse.
Oltre la pelle: lo specchio dell’ansia sociale
Il fenomeno solleva interrogativi profondi sulla salute mentale della Generazione Alfa. Come evidenziato dalla psicoterapeuta Chiara Maddalena dell’Ospedale Santa Maria di Bari, la skincare rischia di diventare una “pozione magica” per controllare cambiamenti fisici che spaventano.
In un mondo dominato da canoni estetici irrealistici filtrati dai social, le bambine cercano approvazione attraverso rituali di bellezza precoci. Lo psicologo britannico Jonathan Haidt, nel suo saggio La generazione ansiosa, punta il dito proprio contro le piattaforme come TikTok e Instagram, capaci di generare un’inquietudine profonda e una pressione costante al conformismo estetico sin dall’infanzia.
Skincare per adolescenti: cosa serve davvero a una pelle giovane?
Esiste una via di mezzo tra il disinteresse totale e l’abuso di sieri al retinolo? Gli esperti concordano: la cura della pelle è un’ottima abitudine, purché sia adeguata all’età.
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Detergente delicato: da usare mattina e sera.
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Protezione solare: l’unico vero “anti-age” sensato a dieci anni per prevenire i danni futuri.
«È fondamentale distinguere tra il gioco d’imitazione e i comportamenti compulsivi», avverte la Dott.ssa Maddalena, ricordando che spesso sono gli adulti stessi a proporre, anche inconsciamente, un modello di giovinezza a tutti i costi.
Le contromisure: divieti e campagne di sensibilizzazione
Mentre il dibattito si infiamma, c’è chi passa ai fatti. In Svezia, la più grande catena di farmacie ha vietato la vendita di prodotti anti-age (con acidi o vitamine A e C) ai minori di 15 anni senza il consenso dei genitori.
Anche l’industria si muove: il brand Dove ha lanciato la campagna #TheFaceof10, invitando le giovanissime a sostituire i sieri con glitter e colori. Il messaggio è chiaro: a dieci anni, l’unico “trattamento” necessario dovrebbe essere il gioco.
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