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Sanguinamento uterino anomalo: un disturbo silenzioso da non sottovalutare

sanguinamento uterino anomalo

Il sanguinamento uterino anomalo (SUA) è una condizione tanto diffusa quanto silenziosamente invalidante. Colpisce circa una donna su cinque in età fertile, incidendo in modo significativo sulla qualità della vita ma anche sulla sfera emotiva e sulle attività quotidiane. Eppure, nonostante l’elevata prevalenza e l’impatto concreto sul benessere femminile, continua a essere sottovalutato e spesso trascurato nei percorsi di diagnosi e cura.

Che cos’è il sanguinamento uterino anomalo?

Il sanguinamento uterino anomalo non è semplicemente un flusso mestruale “abbondante”: è un disturbo caratterizzato da cicli irregolari, sanguinamenti prolungati, intensi o imprevedibili che interferiscono con la qualità della vita. La prevalenza stimata nelle donne in età fertile varia dal 3% al 30%, ma solo una minima parte di queste donne arriva a una diagnosi specialistica. Un paradosso che nasce da una combinazione di fattori: scarsa informazione, abitudine a minimizzare i sintomi, difficoltà di accesso a percorsi diagnostici adeguati.

Perché è ancora così sottovalutato?

Il sanguinamento uterino anomalo colpisce circa una donna su cinque: perché è ancora così sottovalutato? La risposta è più complessa di quanto si possa immaginare. I sintomi principali, come flussi molto abbondanti o cicli irregolari, vengono spesso interpretati come normali variazioni mestruali o collegati ad altri fattori di stanchezza.

«Come si riconosce per tempo? Stanchezza, letargia, difficoltà di concentrazione e nel fare le routinarie attività sono campanelli d’allarme. Sono sintomi comuni ad altre patologie, quindi la donna finisce per abituarsi alla situazione. Ci sono donne che arrivano a capire che hanno un’anomalia solo quando l’emoglobina scende a valori molto preoccupanti (7g/dl) », afferma Attilio Di Spiezio Sardo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Responsabile del Programma intradipartimentale di I fascia “Chirurgie profilattiche, Day surgery ed isteroscopia” presso il DAI materno-infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Questa testimonianza chiarisce quanto spesso il disturbo venga normalizzato: sintomi debilitanti vengono attribuiti allo stress o alla stanchezza, mentre la vera causa rimane irrisolta.

Sanguinamento uterino anomalo: conseguenze fisiche

Un sanguinamento eccessivo non è solo un problema ginecologico: può portare ad anemia severa, affaticamento cronico e difficoltà di concentrazione, con un impatto pesante sulla vita personale, lavorativa e sociale. In alcuni casi, come evidenziato dal professor Di Spiezio Sardo, valori di emoglobina scendono a livelli pericolosamente bassi prima che scatti la diagnosi corretta.

Sanguinamento uterino anomalo: conseguenze emotive

Oltre alla sofferenza fisica, il disagio emotivo rappresenta una componente altrettanto rilevante. Molte donne convivono con livelli di stress, tristezza e preoccupazione significativamente superiori alla media europea, una condizione spesso correlata anche a problematiche di “salute nascoste” come il sanguinamento uterino anomalo.

In questo contesto si inseriscono i risultati italiani del Global Women’s Health Index promosso da Hologic Inc., leader mondiale nell’ambito della salute femminile. Giunto al suo quarto anno e realizzato in collaborazione con Gallup, lo studio ha coinvolto circa 146.000 partecipanti in 142 Paesi, analizzando cinque dimensioni fondamentali del benessere femminile (prevenzione, salute emotiva, opinioni sulla salute e sicurezza, bisogni di base e salute individuale) e confermandosi come una delle indagini più complete e autorevoli a livello internazionale nel settore.

Diagnosi: i segnali per riconoscerlo

Quello che si evidenzia è che, per una salute completa, le donne non devono sottovalutare i segnali d’allarme. Una diagnosi tempestiva è possibile se si attiva un percorso clinico mirato e se la donna viene ascoltata con attenzione sin dal primo accesso. L’ecografia ginecologica di primo livello è uno strumento fondamentale: permette di valutare l’endometrio e di escludere cause organiche dei sanguinamenti. È fondamentale che ogni donna con sintomi persistenti o debilitanti venga indirizzata a una valutazione specialistica completa, e che il medico di base o il ginecologo sappiano riconoscere i segnali oltre i criteri rigidi di normalità.

Terapie conservative: una svolta poco conosciuta

Una delle criticità nel trattamento del SUA riguarda la frequente scelta di soluzioni invasive come l’isterectomia (procedura di rimozione dell’utero, ndr). In Italia ogni anno circa 59.000 donne subiscono questo intervento, spesso senza che siano state proposte alternative meno impattanti. «Oggi esistono terapie conservative e mininvasive: perché, quindi, l’isterectomia è ancora così frequente in Italia (circa 59.000 casi l’anno)?», osserva Di Spiezio Sardo, evidenziando un gap tra possibilità offerte dalla medicina moderna e pratica clinica quotidiana.

Le terapie mediche, molte delle quali oggi rimborsabili al 100%, e gli approcci chirurgici mininvasivi, come l’isteroscopia diagnostica e operativa, permettono di ridurre i sintomi, di rispettare la funzione dell’utero e di migliorare nettamente la qualità di vita. Queste strategie, però, non sono ancora sufficientemente diffuse su tutto il territorio nazionale.

Prevenzione e consapevolezza: una responsabilità collettiva

Un altro tema cruciale è la mancata consapevolezza del problema. Nonostante l’elevata prevalenza, molte donne non sanno che il loro sanguinamento può essere sintomo di una condizione patologica e trattabile. Allo stesso tempo, anche gli operatori sanitari devono migliorare l’approccio comunicativo e diagnostico verso questi sintomi. Il professor Di Spiezio Sardo puntualizza: «C’è ancora scarsa consapevolezza da parte delle donne, ma anche gli operatori devono fare di più la loro parte in questo senso». La prevenzione non deve essere un concetto astratto, ma un percorso quotidiano fatto di informazione, ascolto e diagnosi precoce.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.