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Perché tutti guardano il Festival di Sanremo?

non riusciamo a non guardare sanremo

Gli italiani sono un popolo di santi, poeti, navigatori e anche chiacchieroni: la vera passione nazionale è quella di criticare o comunque di dire la propria su ogni evento.

Così se durante i Mondiali di calcio diventiamo tutti dei commissari tecnici, durante il Festival di Sanremo la qualità che spicca è quella dei critici musicali e televisivi, con il paradosso che molti dei telespettatori seguono la gara canora non perché la amano, ma semplicemente per demolirla.

Quindi, invece di cambiare canale, uscire con gli amici o andare al cinema, preferiscono sorbirsi ore e ore di canzoni, presentazioni, vallette e ospiti internazionali indigesti, solo per il gusto di criticare. Un tempo avveniva tra le mura domestiche, oggi in tempi social il fenomeno è esploso su Facebook, X e Instagram.

Il ruolo di FantaSanremo

Negli ultimi anni, soprattutto i più giovani, non mancano di partecipare al FantaSanremo, capace di trasformare il festival in un gioco interattivo e social, unendo le persone attraverso la creazione di squadre, leghe e la condivisione di meme, modificando la visione passiva in un’esperienza attiva e comunitaria. Basato su bonus/malus, offre un intrattenimento leggero e ironico, ideale per la cosiddetta second screen experience, cioè l’uso dello smartphone mentre si guarda la TV.

In pratica non si è più solo uno spettatore, ma si diventa un “capitano” che gestisce la propria squadra di artisti, scommettendo su bonus e malus. Il gioco si alimenta di ironia, meme e trend su TikTok e Instagram, creando un passaparola continuo. Creare leghe private con amici, colleghi o familiari accresce il divertimento e la competizione. Inoltre è gratuito e accessibile a tutti, non richiede competenze musicali particolari, rendendolo inclusivo.

Perché tutti guardano Sanremo? Le motivazioni socio-culturali

Ci sono naturalmente motivazioni culturali. Sanremo è una tradizione annuale dal 1951. Per molte famiglie italiane e amici, guardare la kermesse musicale insieme è un rituale che si ripete di generazione in generazione. In molte case si organizzano serate con amici e parenti per condividere i commenti e poi allargarli alle piattaforme social.

Il Festival poi riflette i cambiamenti sociali e culturali del Paese. Le canzoni e le performance possono affrontare temi attuali e rispecchiare le preoccupazioni e le aspirazioni della società italiana.

Molti italiani si sentono coinvolti nel festival attraverso votazioni, commenti sui social media e partecipazione attiva nelle discussioni. Questo crea un senso di partecipazione e connessione con l’evento.

Le motivazioni psicologiche

Ma perché quasi nessuno riesce a sottrarsi a questo rito collettivo che da decenni catalizza un’intera nazione davanti alla televisione?

«Come esseri umani noi siamo costruiti per la socialità – spiega Giovambattista Presti, professore di Psicologia Generale all’Università Kore di Enna. – Quindi siamo disegnati per stare insieme e per fare gruppo. In questo modo ci costruiamo eventi che ci fanno stare insieme, dagli antichi romani con il circo per gli spettacoli dei gladiatori, per i giochi ludici, fino ai grandi happening di piazza. Noi creiamo eventi per stare in gruppo».

Perché tutti guardano Sanremo: per non sentirsi esclusi

E il Festival quindi? «Sanremo è un aggregatore – continua Presti. – Ad esempio non tutti sono interessati al Super Bowl, ma diventa un catalizzatore per fare stare insieme un gruppo. Così Sanremo. L’interesse non sempre è per le canzoni, anzi. Se guardiamo anche i giornali non sempre emerge la canzone, più che altro emergono i gossip, i vestiti, come si è comportata la diva. E ora che la famiglia è diventata la famiglia social, si scatenano i cinguettii su X o i post su Facebook per criticare o elogiare qualsiasi cosa. Ci sono tutti gli elementi per poter chiacchierare».

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.