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Obesità: qual è la situazione in Italia?

situazione dell'obesità in italia

L’obesità è una malattia complessa, ma l’aderenza ai percorsi di cura resta una delle principali criticità: 1 paziente su 2 abbandona il trattamento entro il primo anno.

Il dato emerge da una revisione pubblicata su Obesity Reviews, che ha analizzato 21 studi sull’aderenza nei programmi di gestione del peso. Il problema non è solo perdere peso, ma mantenerlo nel tempo. E per farlo servono strategie flessibili, personalizzate e integrate.

Perché l’aderenza è la vera sfida contro l’obesità?

Se oggi l’obesità è riconosciuta come una patologia cronica, allora dobbiamo affrontarla con una logica di lungo periodo. La gestione del peso:

  • non si gioca sui chili persi nelle prime settimane,
  • ma sulla capacità di stabilizzare il risultato nel tempo,
  • richiede strumenti diversi nelle diverse fasi della malattia.

Una risposta progressiva e ben tollerata aumenta la probabilità di continuità terapeutica. Ed è proprio la continuità a trasformare un risultato iniziale in un beneficio clinico duraturo.

Nelle malattie croniche, non esiste una soluzione unica: esiste la strategia più adatta alla persona.

Le nuove opzioni terapeutiche: farmaci, dispositivi e approcci non sistemici

Accanto ai farmaci innovativi – come gli agonisti del recettore GLP-1 – stanno emergendo anche soluzioni non sistemiche.

Tra queste, un idrogel super assorbente di origine naturale che, assunto con acqua prima dei pasti, si espande nello stomaco formando una matrice tridimensionale simile alle fibre vegetali. Il risultato è una sazietà precoce e fisiologica, senza azione sistemica sull’organismo.

La possibilità di integrare opzioni farmacologiche e non farmacologiche consente una modulazione più personalizzata del trattamento.

Farmaci GLP-1: una barriera economica

Gli agonisti del recettore GLP-1 rappresentano una delle innovazioni più importanti nella terapia dell’obesità. Tuttavia, in assenza di diabete, restano a carico del paziente. Costo medio: circa 300 euro al mese. Questo crea una barriera sociale evidente, soprattutto nelle regioni con redditi più bassi, dove il bisogno clinico è maggiore.

Situazione dell’obesità in Italia: più obesità al Sud, più centri al Nord

Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’Obesità, la Società Italiana dell’Obesità (SIO) ha evidenziato un forte squilibrio territoriale.

In Italia sono attivi 160 centri per l’obesità:

  • 52% al Nord,
  • 18% al Centro,
  • 30% tra Sud e Isole.

Eppure, le regioni meridionali registrano i tassi più alti di obesità.

I numeri dell’obesità in Italia

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2024/2025 (dati Istat e Iss):

  • 6 milioni di italiani (11,8%) sono obesi,
  • Il 34% è in sovrappeso,
  • Al Sud quasi 1 persona su 2 è sopra il peso forma.

Regioni con prevalenza più alta:

  • Molise: 14,1%,
  • Campania: 12,9%,
  • Abruzzo: 12,7%.

Situazione dell’obesità in Italia: PDTA e LEA, la chiave per ridurre le disuguaglianze

Solo sei Regioni hanno approvato un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) per l’obesità:

  • Veneto
  • Piemonte
  • Emilia-Romagna
  • Lazio
  • Campania
  • Sicilia

Secondo la SIO, è fondamentale:

  • standardizzare i percorsi di cura,
  • inserire l’obesità nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza),
  • garantire accesso uniforme alle terapie.

Dove sono attive reti regionali strutturate, si osservano i primi segnali di miglioramento epidemiologico.

Obesità infantile: quasi un bambino su tre in eccesso di peso

L’emergenza riguarda anche i più piccoli. Secondo il sistema di sorveglianza Okkio alla Salute dell’Istituto Superiore di Sanità:

  • 29,7% dei bambini è in eccesso ponderale,
  • 19% sovrappeso,
  • 10,7% obeso,
  • 2,1% con obesità grave.

In Campania il 18,6% dei minori è obeso, contro il 3-4% delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Il progetto RESILIENT: intervenire tra i 6 e gli 11 anni

Una nuova strategia arriva dal progetto RESILIENT coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, finanziato dall’Unione Europea con fondi PNRR.

Lo studio, che ha coinvolto 120 bambini con un’età compresa tra i 6 e gli 11 anni, ha dimostrato che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora:

  • peso e composizione corporea,
  • metabolismo,
  • forza muscolare,
  • qualità del sonno,
  • capacità cognitive.

L’intervento ha integrato:

  • educazione alimentare,
  • attività fisica strutturata,
  • training cognitivo,
  • coinvolgimento attivo della famiglia.

Intervenire in questa fascia d’età, caratterizzata da elevata plasticità cerebrale, permette di “ripristinare” i meccanismi neurali che regolano fame e spesa energetica.

Percezione distorta: solo il 2,7% si definisce obeso

Un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food evidenzia un dato critico:

  • 8,9% clinicamente obeso
  • solo 2,7% si percepisce tale

Questa discrepanza tra diagnosi clinica e percezione personale rappresenta un ulteriore ostacolo alla presa in carico precoce.

Obesità: una malattia cronica che richiede continuità

L’obesità non è una questione estetica, ma una patologia cronica multifattoriale che richiede:

  • approccio multidisciplinare,
  • personalizzazione terapeutica,
  • continuità assistenziale,
  • equità di accesso alle cure.

La letteratura scientifica lo conferma: l’aderenza è il vero fattore determinante per trasformare un calo di peso iniziale in un beneficio clinico stabile.

Senza stabilità, il rischio è quello di percorsi interrotti, disuguaglianze crescenti e un divario sempre più ampio tra chi può curarsi e chi resta escluso. La sfida contro l’obesità non si vince in poche settimane.
Si vince nel tempo.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.