Norovirus, cos’è e come si diffonde: il caso delle atlete finlandesi di hockey su ghiaccio
La partita del turno preliminare di hockey su ghiaccio femminile tra Finlandia e Canada, in programma giovedì 5 febbraio a Milano Cortina 2026, è stata annullata. Quattro giocatrici della nazionale finlandese, infatti, sono state colpite dal norovirus, uno tra gli agenti patogeni più diffusi responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica. Le atlete coinvolte e le compagne che sono entrate in contatto con loro sono state messe in quarantena all’interno del Villaggio Olimpico e la partita è stata riprogrammata per il 12 febbraio.
Norovirus: quali sono i sintomi?
Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore. I sintomi sono quelli tipici delle gastroenteriti, cioè nausea, vomito, diarrea, crampi addominali e, in alcuni casi, anche una febbre leggera. Di solito la malattia non ha conseguenze serie e la maggior parte delle persone colpite guarisce in 1-2 giorni. Anche se tendenzialmente durano poco, i sintomi possono essere estremamente fastidiosi.
Come avviene il contagio?
Il virus è estremamente infettivo. La trasmissione avviene da persona a persona, respirando le goccioline d’aria emesse tramite tosse e starnuti, tramite il contatto con superfici contaminate (come l’utilizzo di un bagno usato da un paziente) o tramite l’ingestione di acqua e cibi infetti. L’alimento potrebbe, ad esempio, essere contaminato alla fonte, da acque infette, come nel caso di frutti di mare (in particolare ostriche), verdure fresche o frutti di bosco non lavati nel modo corretto.
Norovirus: le regole di prevenzione
I norovirus sono piuttosto resistenti nell’ambiente, tanto che permangono e si replicano anche per due settimane dopo l’infezione inziale; inoltre sopravvivono a temperature sopra i 60 gradi e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili. Oltre a ciò, i norovirus rimangono nelle feci dei pazienti per almeno 72 ore dopo la guarigione. Per questi motivi bisogna adottare misure di prevenzione primaria e secondaria molto stringenti.
- Lavare bene le mani prima di manipolare gli alimenti.
- Quando si è infetti – e fino a 72 ore dopo la guarigione – non bisogna stare a contatto con il cibo.
- Disinfettare le superfici con le quali il pazienti è entrato in contatto.
- Utilizzare cibi dalla provenienza certificata, soprattutto in caso di alimenti che vengono cotti poco (come frutti di mare e verdure fresche).
- Tenere separati gli individui che portano pannolini e pannoloni, soprattutto in asili e case di riposo, dalle aree dove viene preparato e distribuito il cibo.
Cura: riposo e idratazione
Come si diceva, di solito questo virus ha durata breve, un paio di giorni circa. Il trattamento si basa sulla cura sintomatica: riposo e idratazione giocano un ruolo fondamentale. La disidratazione, infatti, può rappresentare una complicanza per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio. Non esiste una terapia specifica né un vaccino preventivo.
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