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Milano Cortina 2026: guida completa ai 16 sport in programma

milano cortina 2026 sport in programma

Dal 6 al 22 febbraio l’Italia torna sotto ai riflettori dello sport internazionale con i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. All’interno di uno scenario

affascinante, che comprende un ampio sistema di sedi urbane e montane del Nord Italia (Antholz-Anterselva, Bormio, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Milano, Predazzo e Tesero), più di 3.500 atleti provenienti da 93 Paesi si contenderanno 195 medaglie in 16 discipline e sei sport paralimpici.

Discese vertiginose, salti adrenalinici, prove di resistenza sugli sci, gare di velocità sui pattini e competizioni basate su tecnica e strategia: lo spettacolo (che ci si può godere in diretta e in chiaro sui canali Rai, in streaming gratuito su RaiPlay e in abbonamento su Eurosport) è davvero assicurato.

Ecco una guida completa per scoprire quali sono i 16 sport in programma a Milano Cortina 2026, come lavorano gli atleti in gara e come ci si può avvicinare a queste discipline.

Biathlon

biathlon milano cortina 2026 sport
Crediti: Josef Plaickner

Nasce in Scandinavia nel XVIII secolo come addestramento militare e tecnica di sopravvivenza sulla neve, per poi evolversi in competizione sportiva organizzata. Il biathlon, diventato ufficialmente disciplina olimpica nei Giochi Invernali di Squaw Valley del 1960, unisce due discipline: lo sci di fondo e il tiro a segno con carabina.

La competizione si svolge su un percorso di sci di fondo in tecnica libera, che gli atleti percorrono più volte secondo la lunghezza della gara. A ogni giro ci si ferma per effettuare una sessione di tiro al poligono, in piedi o a terra. I bersagli sono di due diametri (45 mm per il tiro da terra, 115 mm per quello in piedi), posizionati a 50 m dalla linea di tiro. Ogni errore di tiro si traduce in una penalità: o un giro extra di 150 m o l’aggiunta di un minuto al tempo totale, a seconda della tipologia di gara. Qui scopri il programma delle gare di biathlon a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Il biathlon richiede una notevole resistenza fisica, controllo del respiro e soprattutto grande concentrazione: gli atleti arrivano al poligono con frequenze cardiache che superano i 180 battiti al minuto, devono rallentare e riacquisire calma per poter colpire i bersagli che, come abbiamo visto, sono di piccole dimensioni. Farlo in condizioni climatiche avverse, poi, rende tutto più complicato.

Chi può praticarlo?

Si può praticare già a partire dai 12 anni. Prima si deve imparare la tecnica dello sci di fondo, poi ci si può cimentare nei poligoni attrezzati. Esistono percorsi dedicati e scuole in molte regioni alpine, spesso collegati a club di sci nordico. Questa disciplina è particolarmente adatta a chi ha sia una buona resistenza fisica sia una forte motivazione mentale.

A cosa prestare attenzione?

Il biathlon è uno sport affascinante ma molto impegnativo, dal momento che espone l’atleta a rischi da sovraccarico fisico. Si possono infatti verificare infiammazioni a ginocchia, schiena e spalle, sollecitate dal movimento e dalla postura tipici dello sci di fondo e dal peso della carabina. Il freddo può aumentare il rischio di contratture muscolari.

Lo sapevi che…

  • Gli atleti sparano ai bersagli con temperature estreme e ciò può influenzare la stabilità dello sportivo e la traiettoria del colpo.
  • La carabina pesa almeno 3,5 kg e viene trasportata sulle spalle durante tutta la competizione. Anche questo fa parte dello sforzo fisico.
  • Il biathlon è uno degli sport più seguiti in Norvegia, Germania e Francia.

Bob

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Crediti: @bobitalia

A inventare lo sport del bob sono stati gli svizzeri alla fine dell’Ottocento, che hanno avuto l’intuizione di trasformare le slitte usate per puro divertimento turistico in disciplina competitiva basata su tecnica e velocità. Il bob a 4 maschile era già presente nei Giochi Olimpici Invernali di Chamonix del 1924.

Nelle prime competizioni i bob erano fatti di legno; oggi, invece, si utilizzano slitte high-tech in vetroresina e acciaio, che possono essere singole, a due o a quattro posti. La gara si svolge su una pista ghiacciata, particolarmente stretta e ricca di curve sopraelevate, dove gli atleti scendono a velocità impressionanti, che possono superare i 130-140 km/h. La partenza è uno dei momenti chiave: per circa 50 m gli atleti spingono il bob con la massima potenza prima di saltare a bordo. Vince l’equipaggio che completa la pista nel minor tempo, sommando i tempi di ogni manche. Qui scopri il programma delle gare di bob a Milano Cortina 2026.

Cosa si sollecita?

Nel bob il corpo è sottoposto a diverse sollecitazioni. Gambe e glutei lavorano soprattutto nella fase di spinta iniziale, quando gli atleti non hanno ancora preso posto a bordo; a schiena, collo e addome è richiesta una certa stabilità in fase di discesa, affrontata a velocità elevate e con accelerazioni sostenute, specialmente in curva. Riflessi e coordinazione sono fondamentali.

Chi può praticarlo?

Si può iniziare a praticare lo sport del bob tra i 15 e i 18 anni ma non è facile perché c’è solo una pista dedicata in tutta Italia, a Cortina d’Ampezzo. A causa dei potenziali rischi associati a questa disciplina, bisogna anche essere assistiti da piloti abilitati alla guida.

A cosa prestare attenzione?

Le fasi più delicate della competizione sono sicuramente la partenza, che può causare importanti sollecitazioni muscolari a causa dello sforzo fisico sostenuto, e, in caso di errori di guida, l’eventuale uscita di pista, che avviene a velocità elevatissime. A tal proposito, la sicurezza è fondamentale: caschi, protezioni, mezzi omologati e una conoscenza approfondita della pista sono indispensabili per prevenire gli infortuni.

Lo sapevi che…

  • Il termine “bob” deriva dalla parola inglese “bobsleigh”, che indica il movimento con cui gli atleti spingono la slitta avanti e indietro prima della partenza, per aumentarne la velocità.
  • In curva le accelerazioni e la velocità sono tali che gli atleti subiscono forze paragonabili a quelle dei piloti di Formula 1.
  • Nel 1948, Federico Terschak, Sisto Gillarduzzi, Guido Gillarduzzi, Uberto Gillarduzzi, Amedeo Angeli e Francesco de Zanna fondarono il Bob Club Cortina, il bob club ancora attivo più antico di Italia.

Combinata nordica

Combinata nordica milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

La combinata nordica unisce lo sci di fondo e il salto con gli sci. Nasce in Scandinavia alla fine dell’Ottocento ed è presente nel programma olimpico sin dalla prima edizione del 1924.

La competizione parte sempre con il salto con gli sci dal trampolino (che può essere normale o lungo). Il risultato ottenuto stabilisce il tempo di partenza per la seconda prova, una gara di sci di fondo di 10 km. Si aggiudica la gara il primo atleta a tagliare il traguardo nella prova di fondo. Qui scopri il programma delle gare di combinata nordica a Milano Cortina 2026.

Cosa si sollecita?

La combinata nordica è tra gli sport invernali più faticosi. Nel salto con gli sci vengono sollecitati soprattutto la schiena, il core e le gambe, che risultano fondamentali sia per il salto in sé dal trampolino sia per la fase di atterraggio. Nello sci di fondo, invece, l’attenzione si sposta anche sulle braccia.

Chi può praticarlo?

La combinata nordica è una disciplina piuttosto selettiva dal momento che richiede una preparazione mirata e multidisciplinare. Gli atleti che vogliono iniziare a praticarla cominciano da giovanissimi, affidandosi a sci club attrezzati, che offrono programmi d’allenamento ad hoc, presenti soprattutto in Val di Fiemme.

A cosa prestare attenzione?

La fase più delicata della combinata nordica riguarda il salto con gli sci dal trampolino, dove il rischio di caduta c’è sempre. Ovviamente il casco è obbligatorio ma un atterraggio violento può comunque causare traumi a testa e colonna vertebrale.

Lo sapevi che… 

  • Il salto dal trampolino richiede una precisione assoluta: pochi centimetri nello stacco possono cambiare la sorte dell’intera gara.
  • Nella gara di sci di fondo vince comunque chi taglia per primo il traguardo, a prescindere dall’andamento della fase precedente.

Curling

Curling milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

Chiamato spesso “gli scacchi del ghiaccio”, lasciando intendere quanto siano importanti tattica e strategia, il curling affonda le sue radici in Scozia nel XVI secolo. Debutta nel programma olimpico ai Giochi di Chamonix del 1924 ma è solo dal 1998 che ne fa parte stabilmente.

La gara si svolge su una pista lunga 45,7 m. Le partite si articolano in dieci turni (end) e in ogni turno due squadre, formate da quattro giocatori ciascuna, si affrontano lanciando otto pietre di granito (stone) del peso di 20 kg l’una verso un bersaglio circolare (house). La squadra con la pietra più vicina al centro guadagna un punto dopo ogni end. Si prende un punto aggiuntivo per ogni pietra vicina al centro rispetto alla pietra più vicina degli avversari. In caso di parità si giocano end supplementari. La traiettoria delle pietre e la velocità con cui raggiungono il centro sono regolate dai compagni di squadra con le spazzole (broom): queste aiutano a riscaldare il ghiaccio, riducendo l’attrito. Qui scopri il programma delle gare di curling a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

La fase di lancio della pietra fa lavorare intensamente le gambe, le anche e il core, fondamentali per mantenere equilibrio e precisione nella scivolata. Durante il rilascio della pietra e nella fase di spazzolata, a essere sollecitate sono soprattutto le spalle e le braccia.

Chi può praticarlo?

Il curling può essere praticato da chiunque, già a partire dai 5-6 anni, senza una preparazione atletica estrema, come richiesto da altri sport invernali. È una delle discipline più inclusive, esistono categorie maschili, femminili, miste e curling in carrozzina. I poli italiani d’eccellenza sono a Cortina d’Ampezzo, Pinerolo e Cembra ma anche altre località sono ben attrezzate per praticarlo, come Courmayeur, Claut, Bormio, Monsano, Sesto San Giovanni. Qui scopri dove si può praticare curling in Italia.

A cosa prestare attenzione?

La maggior parte degli infortuni è data da sovraccarichi muscolari, soprattutto in fase di lancio della pietra, e da eventuali scivolate sul ghiaccio. Un buon riscaldamento, il mantenimento di una postura corretta e l’uso di calzature idonee riducono notevolmente i rischi.

Lo sapevi che…

  • Le pietre utilizzate nelle competizioni ufficiali arrivano sempre dalla Scozia. Il granito di cui sono fatte viene estratto quasi esclusivamente dall’isola di Ailsa Craig, riserva naturale disabitata, situata al largo della costa scozzese. La Kays of Scotland è l’azienda produttrice che detiene i diritti esclusivi per la produzione delle pietre olimpiche dal 1924.
  • Il ghiaccio non è liscio: viene preparato con micro-gocce (pebbling) per permettere alla pietra di “arricciarsi”.
  • A fine partita, i giocatori devono sempre congratularsi con gli avversari.

Hockey su ghiaccio

Hockey su ghiaccio milano cortina 2026 sport
Crediti: @italia.hockey

L’hockey su ghiaccio nasce nel XIX secolo in Canada dove, ancora oggi, è considerato sport nazionale invernale. Il termine “hockey” deriva da una parola francese, “hocquet”, che significa “bastone”. Inizialmente si utilizzava una palla ma nel 1960 questa viene sostituita da un disco in gomma (puck). Nel 1879 due studenti della McGill University di Montréal inventano le prime regole del gioco. L’hockey su ghiaccio maschile è entrato nel programma dei Giochi Olimpici di Chamonix nel 1924, mentre quello femminile ha fatto il suo debutto ufficiale nel 1998, a Nagano, in Giappone.

Due squadre di cinque giocatori ciascuna (più un portiere per un totale di sei giocatori) si affrontano su una pista di ghiaccio, con l’obiettivo di mandare con la stecca il disco nella porta avversaria. Le partite si giocano in tre tempi da 20 minuti ciascuno. Se si infrangono le regole, si finisce nel cosiddetto “penalty box”: 2, 4 o 5 minuti di sospensione dal gioco. La squadra in superiorità numerica sfrutta strategie speciali per provare a fare goal. Se si finisce in parità, si va ai supplementari: chi segna per primo vince. Se non segna nessuno, si va ai rigori. Qui scopri il programma delle gare di hockey su ghiaccio a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Sport di grande intensità agonistica, l’hockey su ghiaccio richiede velocità, forza muscolare, abilità sui pattini e coordinazione. A essere molto sollecitati sono gli arti inferiori e il core, che devono adoperarsi per continui cambi di direzione, sprint ripetuti, contrasti e gestione della stecca.

Chi può praticarlo?

L’hockey su ghiaccio è praticabile a tutte le età, sia a livello amatoriale sia professionistico. È fondamentale acquisire prima una buona tecnica di pattinaggio su ghiaccio, a cui poi si aggiunge un allenamento specifico. Qui scopri dove si può praticare l’hockey su ghiaccio in Italia.

A cosa prestare attenzione?

La velocità, la possibilità di scontrarsi con altri giocatori, la presenza di balaustre che delimitano la pista e l’uso di pattini con lame molto affilate fanno dell’hockey su ghiaccio uno degli sport invernali con maggiore rischio di infortuni. Per questo è obbligatorio l’uso di attrezzatura protettiva. I portieri indossano un casco con maschera, una pettorina, gambali, guanti da presa e guantoni per proteggere gli arti e respingere il puck, la conchiglia e il paracollo.

Lo sapevi che…

  • Prima delle partite il disco viene conservato in freezer per far sì che il freddo lo renda ancor più rigido e stabile, evitando così rimbalzi imprevedibili.
  • I cambi sono effettuati “al volo”: i giocatori entrano ed escono dalla pista senza fermare il gioco e senza che sia l’arbitro ad approvare l’azione. Questa modalità rende il gioco ancora più dinamico e frenetico.

Pattinaggio di figura

Pattinaggio di figura milano cortina 2026 sport
Crediti: @federazione_sport_ghiaccio

Nasce nel XIX secolo come evoluzione del pattinaggio sui laghi ghiacciati del Nord Europa. Il pattinaggio di figura è uno degli sport più seguiti nelle Olimpiadi Invernali, che entra ufficialmente nel programma dei Giochi dal 1924. Ad oggi comprende cinque diverse specialità: singolo maschile, singolo femminile, coppie di artistico, danza su ghiaccio e gara a squadre.

Le competizioni di singolo maschile, singolo femminile e coppie di artistico si articolano in due segmenti: il programma corto e il programma libero. Il primo prevede l’esecuzione di elementi tecnici obbligatori, mentre il secondo mantiene alcuni elementi richiesti ma concede maggiore libertà espressiva e creativa agli atleti. Entrambi i programmi vengono eseguiti su musiche scelte direttamente dagli atleti. Nelle coppie di artistico e nella danza su ghiaccio, i pattinatori devono eseguire diversi elementi tecnici in sincronia, come salti e trottole. Nella danza su ghiaccio non sono consentiti alcuni elementi tipici delle coppie di artistico, come i salti lanciati e i sollevamenti sopra la testa.

L’evento a squadre si svolge in due fasi: una fase di qualificazione e una fase finale. Durante la qualificazione, si disputano i programmi corti del singolo maschile, singolo femminile, danza su ghiaccio e coppie di artistico, con l’obiettivo di ottenere il punteggio più alto per la propria nazione. Questa competizione si svolge prima della Cerimonia di Apertura e vede la partecipazione delle dieci migliori nazioni al mondo, selezionate in base al ranking stagionale. Qui scopri il programma delle gare di pattinaggio di figura a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Questo sport fa lavorare gambe, glutei e il core, fondamentali per salti, trottole e atterraggi ma anche per mantenere un buon equilibrio. Servono resistenza muscolare, ritmo, coordinazione e consapevolezza del proprio corpo.

Chi può praticarlo?

Questo sport è accessibile a tutte le età e si può praticare anche a livello amatoriale. Perfetto per chi ama volteggiare sui pattini, a ritmo di musica, esprimendo leggiadria e fluidità. Qui scopri dove si può praticare il pattinaggio di figura in Italia.

A cosa prestare attenzione?

I principali rischi sono dati dalle continue sollecitazioni a carico di ginocchia, caviglie e schiena, soprattutto nei salti e nelle fasi di atterraggio. Nelle eventuali cadute sul ghiaccio, tipiche dei momenti iniziali di apprendimento, possono infortunarsi i polsi, dal momento che gli atleti si “parano” con le mani.

Lo sapevi che…

  • Molti dei salti del pattinaggio di figura prendono il nome dagli atleti che li hanno inventati. Tra questi: Axel (da Axel Paulsen), Salchow (da Ulrich Salchow), Lutz (da Alois Lutz).
  • Nei salti più complessi i pattinatori possono raggiungere anche i 50-60 cm di altezza, completando fino a quattro rotazioni in meno di un secondo prima di atterrare.
  • Spesso la musica si abbassa o addirittura si ferma prima di un grande salto per aumentare la tensione e creare maggiore impatto emotivo.

Pattinaggio di velocità

Pattinaggio di velocità milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

Il pattinaggio di velocità è antichissimo: nasce, infatti, nei Paesi Bassi sul finire del Seicento come mezzo di spostamento sui laghi ghiacciati. Diventa disciplina sportiva organizzata nel XIX secolo ed entra a far parte del programma olimpico sin dalla prima edizione dei Giochi Invernali del 1924.

Gli atleti gareggiano su una pista di ghiaccio ovale, a doppia corsia, di 400 m. Nelle gare individuali si pattina a coppie, cambiando corsia a ogni tempo per coprire distanze identiche: dallo sprint sui 500 m fino alle prove di resistenza sui 10.000 m. Non conta arrivare prima dell’avversario ma fermare il cronometro sul miglior tempo possibile. Le tute aerodinamiche sono progettate appositamente per andare veloci, mentre i pattini sono dotati di un sistema particolare, detto “clap”, che consente ai pattinatori di mantenere il contatto con il ghiaccio, generando maggiore potenza.

Nell’inseguimento a squadre, due team composti da tre atleti si sfidano partendo da lati opposti della pista; il cronometro si ferma quando l’ultimo dei tre taglia il traguardo. Nelle gare a partenza in massa fino a 24 atleti si contendono la vittoria dopo 16 giri. Qui scopri il programma delle gare di pattinaggio di velocità a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Il pattinaggio di velocità richiede potenza, resistenza, abilità nell’evitare collisioni. A essere maggiormente sollecitati sono gli arti inferiori, i glutei e il core; la capacità cardiovascolare è determinante nelle distanze medio-lunghe.

Chi può praticarlo?

Il pattinaggio di velocità è praticabile a tutte le età, sia a livello amatoriale sia agonistico. È ideale per chi ha già familiarità con il pattinaggio e ama le discipline che richiedono potenza muscolare e capacità aerobica. Qui scopri dove si può praticare il pattinaggio di velocità in Italia.

A cosa prestare attenzione?

Sovraccarichi muscolari e articolari sono sempre dietro l’angolo a causa soprattutto della posizione raccolta e delle spinte ripetute. I rischi sono sostanzialmente gli stessi del pattinaggio di figura ma a complicare tutto c’è sicuramente il fattore velocità.

Lo sapevi che…

  • Nei 500 m i pattinatori possono raggiungere velocità superiori ai 60 km/h.
  • Come dicevamo, i pattini sono dotati di un sistema chiamato “clap”: lame più lunghe rispetto a quelle del pattinaggio di figura e un meccanismo a cerniera che consentono agli atleti di restare a contatto con il ghiaccio il più a lungo possibile.

Salto con gli sci

Salto con gli sci milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

Nasce in Norvegia nel XIX secolo come dimostrazione di abilità e coraggio sugli sci. Il salto con gli sci è presente nel programma olimpico fin dalla prima edizione dei Giochi Invernali del 1924 a Chamonix.

Gli atleti scendono da una rampa di lancio, spiccano il volo da un trampolino e cercano di atterrare il più lontano possibile. La tecnica di volo si compone di quattro fasi principali: l’accelerazione lungo la rampa in posizione aerodinamica; al decollo si salta verso l’alto e in avanti; in volo si allarga il corpo per restare il più a lungo possibile in aria; alla fine c’è l’atterraggio. Il punteggio finale combina lunghezza del salto ed elementi tecnici (posizione in volo, equilibrio, atterraggio), tenendo conto di vento e condizioni ambientali. Esistono trampolini di diverse dimensioni, dal normale al grande. Qui scopri il programma delle gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026.

Nelle gare individuali, inizialmente si svolge una prova che serve a stabilire l’ordine di partenza della finale, articolata in due salti: i 50 atleti in gara partecipano al primo salto mentre solo i primi 30 accedono al secondo. La classifica finale si ottiene sommando i punteggi di entrambi i salti. Nella gara a squadre miste, ogni nazione compete con due uomini e due donne. La gara comprende due salti, con gli atleti divisi in quattro gruppi. Dopo il primo salto, le prime 8 squadre accedono al salto finale.

Cosa sollecita?

Il salto con gli sci è tanto affascinante per chi lo guarda quanto impegnativo per chi lo pratica: servono una forza esplosiva nelle gambe, un buon controllo dei muscoli addominali e una consapevolezza aerodinamica non da poco dal momento che al salto sulla rampa e alla fase di stacco in volo segue l’atterraggio sul terreno a forte velocità.

Chi può praticarlo?

Il salto con gli sci è uno sport altamente specialistico, che richiede un allenamento strutturato e mirato all’interno di club e impianti dedicati. L’avviamento avviene in giovane età, sfruttando trampolini di dimensioni ridotte e con la supervisione di tecnici qualificati. La pratica libera, al di fuori delle strutture attrezzate, è fortemente sconsigliata.

A cosa prestare attenzione?

I rischi maggiori sono legati alle cadute e all’atterraggio. Per quanto riguarda le prime, le lesioni da impatto sono possibili ma l’utilizzo di dispositivi specifici e la messa in sicurezza degli impianti ha ridotto significativamente i pericoli rispetto al passato. Nella fase di atterraggio, invece, a essere maggiormente sollecitate sono le ginocchia, le caviglie e la schiena, che possono andare incontro a distorsioni e strappi muscolari.

Lo sapevi che…

  • La tecnica di tenere gli sci aperti come a formare una V immaginaria è stata introdotta negli anni Ottanta per aumentare stabilità e distanza del salto.
  • Il punteggio tiene conto anche delle condizioni del vento per garantire equità.

Sci acrobatico

Sci acrobatico milano cortina 2026 sport
Crediti: @conteco_check – foto Wikipedia

Inizialmente chiamato “hotdogging” (termine colloquiale inglese che indica l’esibizione in acrobazie audaci e spettacolari), lo sci acrobatico è una disciplina piuttosto recente: nasce tra gli anni Sessanta e Settanta quando alcuni sciatori del Nord America e dell’Europa iniziano a sperimentare nuove tecniche di sci per libertà d’espressione e spirito di spettacolo. La Federazione Internazionale Sci (FIS) riconosce ufficialmente lo sci acrobatico nel 1979. Entra alle Olimpiadi di Calgary nel 1988 come sport dimostrativo; i moguls (gobbe) sono diventati uno sport da medaglia ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville nel 1992, mentre gli aerials (salti) a Lillehammer nel 1994. Nel tempo si sono aggiunti skicross, slopestyle, halfpipe e big air. Qui scopri il programma delle gare di sci acrobatico a Milano Cortina 2026.

Lo sci acrobatico è composto da più specialità:

  • moguls: gli atleti scendono su un tracciato pieno di gobbe, eseguendo curve tecniche e due salti con evoluzioni aeree;
  • dual moguls: simile ai moguls, ma con due atleti che si sfidano su due piste parallele;
  • aerials: gli sciatori affrontano una rampa per compiere evoluzioni aeree prima di atterrare su un pendio inclinato;
  • ski cross: quattro atleti gareggiano in contemporanea su un percorso con salti e curve, cercando di qualificarsi a ogni fase;
  • slopestyle: gli sciatori affrontano un percorso con ostacoli diversi mostrando originalità e qualità dei trick;
  • halfpipe: gli atleti eseguono numerose figure mentre sciano lungo un pendio semicilindrico;
  • big air: salto singolo con rampa da cui si eseguono evoluzioni spettacolari.

Cosa sollecita?

Lo sci acrobatico sollecita soprattutto gli arti inferiori, messi a dura prova da salti, cambi di direzione e acrobazie ma anche dai continui atterraggi su terreni più o meno irregolari. Sono richiesti potenza muscolare ma anche equilibrio, coordinazione e una buona propriocezione.

Chi può praticarlo?

Per iniziare a praticare sci acrobatico bisogna avere solide basi di sci alpino. Gli allenamenti prevedono esercizi specifici su trampolini e rampe oltre a sessioni in palestra.

A cosa prestare attenzione?

Come qualsiasi sport estremo, lo sci acrobatico comporta alcuni rischi, tra i quali le cadute ad alta velocità e gli atterraggi errati, che possono causare lesioni a caviglie, ginocchia, schiena, collo. Per ridurre queste probabilità, è fondamentale utilizzare attrezzature di sicurezza, seguire programmi di allenamento progressivi e rispettare le condizioni metereologiche.

Lo sapevi che…

  • Durante le rotazioni, gli atleti subiscono forze simili a quelle dei piloti Caccia.
  • Le gare di dual moguls maschili e femminili entrano a far parte del programma olimpico da quest’anno, a Milano Cortina 2026.

Sci alpinismo

Sci alpinismo milano cortina 2026 sport
Crediti: @albadesilvestro

Noto anche come “skimo”, lo sci alpinismo nasce come mezzo di spostamento in ambiente montano innevato per poi evolversi in competizioni di pattugliamento militare e gare di resistenza. La sua trasformazione in disciplina agonistica avviene nel secondo Dopoguerra, soprattutto sulle Alpi, ma è solo dagli anni Ottanta che vengono organizzate competizioni ufficiali. Fa il suo debutto assoluto ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.

Gli atleti si muovono lungo il percorso, prima in salita e poi in discesa. Durante la fase di salita indossano delle pelli sotto agli sci, grazie alle quali mantengono più aderenza e non scivolano all’indietro. Quando si raggiungono i tratti più ripidi, gli atleti mettono gli sci nello zaino e salgono a piedi più rapidamente. Una volta arrivati in vetta, si strappano via le pelli e si scende con gli sci.

A Milano Cortina 2026 ci sono tre gare: sprint maschile, sprint femminile, staffetta mista. Gli sprint sono brevi e intensi: una salita e una discesa per un totale di tre minuti circa. Nella staffetta mista le squadre sono composte da un’atleta donna e un atleta uomo: ognuno completa il percorso due volte, passandosi il testimone tra un giro e l’altro; il primo atleta a tagliare il traguardo vince. Qui scopri il programma delle gare di sci alpinismo a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Gli arti inferiori sono continuamente sollecitati, sia durante la fase di spinta in salita sia durante la discesa. I muscoli addominali sono fondamentali per l’equilibrio e la stabilità su terreni irregolari, con neve variabile.

Chi può praticarlo?

Seppur molto faticoso e impegnativo, questo sport è accessibile a chiunque anche se la pratica amatoriale e autonoma è sconsigliata perché bisogna possedere un’ottima conoscenza dell’ambiente montano, essere attrezzati in maniera corretta e in grado di valutare le condizioni metereologiche. Molte scuole alpine offrono corsi introduttivi.

A cosa prestare attenzione?

Oltre ai classici rischi, come cadute e sovraccarichi muscolari e articolari, chi pratica lo sci alpinismo deve anche fare i conti con le condizioni ambientali: instabilità del manto nevoso, ipotermia, errori di valutazione del terreno. Per questo sono fondamentali dispositivi come l’apparecchio di ricerca in valanga (ARTVA), la pala e la sonda.

Lo sapevi che…

  • Nelle gare sprint gli atleti impiegano meno di 10 secondi per togliere le pelli, bloccare gli scarponi e scendere con gli sci.
  • Uno dei Paesi più forti nello sci alpinismo? Proprio l’Italia, che ha una lunga e memorabile tradizione alpina.
  • Gli sci utilizzati dagli atleti pesano poco più di 600 gr ciascuno.

Sci alpino

Sci alpino milano cortina 2026 sport
Crediti: @sci.alpino.italiano

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento nasce lo sci alpino, quando sulle Alpi d’Europa si iniziano a prediligere discese tecniche agli spostamenti liberi in piano. La disciplina debutta nel programma dei Giochi Invernali di Garmisch-Partenkirchen nel 1936 e da allora rappresenta uno degli sport-simbolo dell’Olimpiade Invernale.

Le gare sono solitamente suddivise in discipline tecniche e di velocità. Lo slalom è il percorso tecnico più breve, con il numero maggiore di porte e di curve strette. Nello slalom gigante, invece, le porte sono più distanziate, permettendo curve più lunghe. Entrambe le discipline si svolgono sulla stessa pista. Gli atleti fanno due discese su tracciati diversi e vince chi ottiene il tempo complessivo più veloce. Di solito nel super G si gareggia su una discesa con distanze tra le porte maggiori rispetto allo slalom gigante e più brevi rispetto alla discesa libera, che è la prova più veloce. Gli sciatori scendono nella tipica posizione raccolta per ridurre la resistenza e massimizzare la velocità. Nella combinata a squadre un atleta gareggia in discesa libera e un altro sciatore nello slalom. Qui scopri il programma delle gare di sci alpino a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

A fare gran parte del lavoro sono gli arti inferiori, coinvolti soprattutto in contrazioni per assorbire le alte forze in curva. La stabilità del core – addominali, zona lombare, zona pelvica e anche – è fondamentale per mantenere l’equilibro sugli sci ed eseguire i movimenti, sia in discesa libera sia negli slalom.

Chi può praticarlo?

Lo sci alpino è uno degli sport invernali più gettonati, grazie alle innumerevoli strutture e agli impianti presenti nel nostro Paese. Può essere praticato già in tenera età. La progressione dell’allenamento – dai corsi base alle gare ufficiali – è scandita dall’aumento della velocità, la pendenza e la complessità dei percorsi battuti con gli sci.

A cosa prestare attenzione

Gli infortuni più frequenti riguardano le ginocchia (in particolare il legamento crociato anteriore), le caviglie e la schiena. Non così rare anche le cadute, che possono causare traumi da impatto anche seri.

Lo sapevi che…

  • In discesa libera gli sciatori superano i 130 km/h, più veloci di molte auto in autostrada.
  • Spesso le gare si decidono per 0,01 secondi. Un errore impercettibile può costare il podio.
  • Gli atleti memorizzano il tracciato a piedi prima di percorrerlo con gli sci.

Sci di fondo

Sci di fondo milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

Nei Paesi del Nord lo sci di fondo nasce come modalità di spostamento su terreni innevati per cacciare, raccogliere legna da ardere e mantenere i contatti sociali. Alla fine del XIX secolo diventa ufficialmente disciplina sportiva, con le prime competizioni organizzate in Norvegia e Svezia. Entra nel programma olimpico fin dalla prima edizione dei Giochi Invernali di Chamonix del 1924.

Gli atleti gareggiano su salite ripide, tratti pianeggianti e ampi pendii in discesa. Sciano utilizzando una delle due tecniche: nella classica scivolano lungo i binari tracciati sulla neve; nella libera tracciano il percorso avanzando con movimenti laterali. La skiathlon è la gara in cui gli sciatori utilizzano entrambe le tecniche, passando dalla classica alla libera a metà percorso. Esistono diverse tipologie di gara, che variano per tecnica, posizione di partenza e distanza, oltre al fatto che alcune sono individuali, altre di squadra. A volte gli sciatori partono insieme cercando di superare gli avversari: chi arriva primo passa il turno o vince. Nelle gare a partenza intervallata, si passa dagli sprint esplosivi ai 10 km, fino alle maratone di 50 km. Qui scopri il programma delle gare di sci di fondo a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Gli arti inferiori, gli arti superiori e il tronco lavorano in modo coordinato e continuo. Gli atleti devono avere resistenza aerobica per sostenere sforzi prolungati e accelerazioni repentine.

Chi può praticarlo?

Lo sci di fondo è altamente accessibile: può essere praticato già dai 4-5 anni, sia a livello ricreativo, sia in forma agonistica. I muscoli del corpo sono quasi tutti coinvolti e a beneficiarne sono soprattutto l’apparato cardiovascolare e la circolazione sanguigna, pertanto questo sport è consigliato anche come forma d’allenamento per altre discipline di endurance.

A cosa prestare attenzione?

Lo sci di fondo è considerato a basso rischio, tuttavia i sovraccarichi muscolari – soprattutto che interessano ginocchia e schiena – sono sempre possibili.

Lo sapevi che…

  • In alcuni Paesi, come la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, lo sci di fondo è seguito con la stessa passione riservata al calcio in altre nazioni.
  • Gli atleti che praticano lo sci di fondo hanno registrato alcuni dei punteggi di potenza aerobica (VO² max) più alti in assoluto.

Short track

Short track milano cortina 2026 sport
Crediti: @MilanoCortina2026

Lo short track (letteralmente “pista corta”) è una disciplina del pattinaggio su ghiaccio che ha fatto della velocità pura il suo punto di forza. Dopo essere stato ai Giochi di Calgary del 1988 come sport dimostrativo, lo short track è stato ufficialmente inserito nel programma delle Olimpiadi Invernali ad Albertville nel 1992.

Le gare si disputano su una pista ovale stretta di 111,12 m. Ogni categoria gareggia su distanze individuali di 500 m, 1000 m, 1500 m: vince chi taglia per primo il traguardo. Le donne corrono la staffetta 3000 m, gli uomini la 5000 m. Ogni squadra ha quattro pattinatori e c’è anche la staffetta mista 2000 m. Qui scopri il programma delle gare di short track a Milano Cortina 2026.

Cosa sollecita?

Questo sport sollecita gambe e glutei, soprattutto durante la partenza e gli sprint, ma anche i muscoli del core, coinvolti specialmente nei cambi di ritmo e nelle curve strette, dove sono fondamentali resistenza ed equilibrio.

Chi può praticarlo?

Lo short track si può praticare fin da giovanissimi. Per farlo bisogna prima costruirsi una solida base di pattinaggio, poi allenare arti inferiori e core e, infine, esercitarsi nel mantenere una postura bassa e inclinata. Qui scopri dove si può praticare lo short track in Italia.

A cosa prestare attenzione?

È uno sport ad alto rischio di cadute e contatti: affrontare curve strette ad alte velocità, con altri atleti vicini, può causare collisioni e scivolate. Per questo ogni pattinatore indossa il casco, le protezioni per ginocchia e gomiti, i guanti e, spesso, il paraschiena. Le protezioni che delimitano l’arena di ghiaccio riducono gli impatti in caso di caduta.

Lo sapevi che…

  • Per mantenere l’equilibrio, la velocità e l’accelerazione in curva, gli atleti pattinano con il corpo inclinato, con la mano interna che sfiora il ghiaccio.
  • Con le sue 11 medaglie olimpiche, la nostra Arianna Fontana è leggenda assoluta dello short track internazionale, attesissima ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
  • Gli atleti devono indossare una calzatura rigida, studiata appositamente per aiutarli nel controllo della traiettoria in curva, a tutta velocità. Le lame dei pattini sono più piccole rispetto a quelle del pattinaggio di velocità, con un assetto modulato per permettere una maggiore inclinazione in curva.

Skeleton

Skeleton
Crediti: @skeleton_team_ita

Lo skeleton (il cui nome deriva dalla slitta metallica simile a uno “scheletro”) nasce vicino a St. Moritz alla fine dell’Ottocento. Qui viene costruita la Cresta Run, una pista di ghiaccio da cui gli appassionati iniziano a scendere a pancia in giù su piccole slitte. Fa alcune apparizione ai Giochi Invernali di St. Moritz del 1928 e del 1948 per poi sparire fino al 2002, quando viene re-introdotto nel programma delle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City, con eventi maschili e femminili. A Milano Cortina 2026 c’è anche la gara a squadre miste.

Lo skeleton è simile allo slittino e al bob ma l’atleta scende a pancia in giù e con la testa in avanti; di fatto, il viso è a pochi centimetri dal ghiaccio. Dopo una spinta iniziale di circa 25-40 m in corsa – proprio come avviene nel bob – l’atleta si sdraia prono sulla slitta e guida con i movimenti del corpo. Durante la discesa lungo il tracciato, che può raggiungere anche i 1.600 m di lunghezza e pendenze fino al 12%, si superano velocità superiori ai 130-140 km/h. Qui scopri il programma delle gare di skeleton a Milano Cortina 2026.

Cosa si sollecita?

Lo skeleton è estremamente impegnativo, soprattutto dal punto di vista neuromuscolare dal momento che la ridotta distanza dal ghiaccio amplifica le sollecitazioni e le vibrazioni. Durante la partenza, come nel bob e nello slittino, l’atleta deve avere una forza esplosiva mentre in discesa è fondamentale la precisione posturale, così che si mantenga una traiettoria ottimale.

Chi può praticarlo?

Lo skeleton si può praticare dai 15-16 anni e per farlo bisogna avere un’ottima struttura fisica ma anche una solida preparazione di base in velocità, coordinazione e potenza. La pratica a livello agonistico si concentra principalmente a Cortina d’Ampezzo, nel nuovissimo Cortina Slide Centre e tramite il Bob Club Cristallo.

A cosa prestare attenzione?

La vicinanza al ghiaccio comporta sollecitazioni estreme e vibrazioni che, a lungo andare, possono causare dolori cronici a collo e schiena. La velocità e la posizione assunta sullo slittino aumentano sensibilmente il rischio di impatti, anche violenti, contro le pareti della pista. Per questo motivo gli atleti devono indossare il casco omologato, una tuta aerodinamica rinforzata e protezioni specifiche.

Lo sapevi che…

  • Lo slittino dello skeleton non è dotato di freni meccanici, pertanto gli atleti frenano esclusivamente dopo aver tagliato il traguardo, facendo pressione sul ghiaccio con le punte dei loro scarponi chiodati.
  • In discesa gli atleti raggiungono anche i 130-140 km/h.

Slittino

Slittino
Crediti: @MilanoCortina2026

Già in epoca medievale le slitte vengono utilizzate come mezzo di trasporto nelle regioni alpine e nordiche. Come disciplina sportiva, invece, nasce alla fine dell’Ottocento, sempre in zona St. Moritz, ed entra ufficialmente nel programma dei Giochi Invernali di Innsbruck del 1964.

Nello slittino l’atleta è sdraiato sulla schiena, coi piedi in avanti; controlla la traiettoria del mezzo con i movimenti di spalle, busto e polpacci, dal momento che lo slittino non è dotato né di sterzo né di freni. Lo slittino è diverso dal bob, nel quale l’atleta è seduto all’interno di una scocca chiusa, e dallo skeleton, sul quale lo sportivo è sdraiato a pancia in giù.

La gara con lo slittino inizia con una spinta poderosa, dopo la quale si salta a bordo e ci si posiziona supini. La discesa può superare i 1400-1600 m. Vince chi ottiene il miglior tempo totale sulla somma di più manche. Qui scopri il programma delle gare di slittino a Milano Cortina 2026.

Cosa si sollecita?

Come nel bob e nello skeleton, anche nello slittino gambe e glutei lavorano soprattutto nella fase di spinta iniziale, mentre a schiena, collo e addome è richiesta una certa stabilità in fase di discesa. La forza è importante tanto quando la coordinazione e il controllo posturale, dal momento che sono i movimenti dell’atleta stesso a mantenere la traiettoria.

Chi può praticarlo?

È uno degli sport invernali più accessibili, cui spesso ci si avvicina in tenera età per motivi di puro divertimento. Le stazioni sciistiche hanno quasi sempre aree dedicate con la possibilità di noleggiare lo slittino e organizzano corsi per imparare.

A cosa prestare attenzione?

Come il bob e lo skeleton, anche lo slittino è uno sport ad alta velocità e per questo motivo i rischi di caduta e impatto sono sempre presenti. Gli infortuni più frequenti riguardano sovraccarichi, contusioni, abrasioni e fratture, anche se le barriere di sicurezza e l’uso di dispositivi – come il casco, le tute aerodinamiche rinforzate e i guanti chiodati – hanno ridotto significativamente gli incidenti.

Lo sapevi che…

  • La temperatura della pista viene monitorata minuziosamente perché anche solo mezzo grado cambia drasticamente la velocità.
  • Molti team conservano le lame dei pattini in valigette blindate per non rivelarne forma, lucidatura e angolazione.
  • A causa della posizione dell’atleta, il casco può addirittura sfiorare il ghiaccio e presentarne i segni dopo le gare.

Snowboard

Snowboard
Crediti: @italiansnowboardteam

Tra gli anni Sessanta e Settanta lo snowboard si afferma negli Stati Uniti come evoluzione del surf e dello skateboard sulla neve. L’idea è tanto semplice quanto affascinante: si percorrono tracciati innevati su una tavola, ai quali i piedi sono fissati lateralmente. Per muoversi, frenare, curvare l’atleta compie movimenti del corpo che inclinano la tavola. Entra a far parte del programma dei Giochi Invernali di Nagano, in Giappone, nel 1998. Qui scopri il programma delle gare di snowboard a Milano Cortina 2026.

A Milano Cortina 2026 sono presenti le discipline di:

  • halfpipe: esibizione su una struttura semicilindrica dove si eseguono salti e rotazioni valutati da una giuria;
  • snowboard cross: salti, curve sopraelevate e dossi, su un tracciato in cui più atleti scendono contemporaneamente;
  • slopestyle: percorso che combina tecnica, ampiezza e creatività;
  • big air: un solo grande salto per eseguire manovre acrobatiche ad alta complessità;
  • parallelo: sfide a due su tracciati speculari, basati su velocità e precisione.

Cosa si sollecita?

Dovendo muoversi su una base instabile, è fondamentale riuscire a gestire il proprio baricentro: a essere sollecitati, quindi, sono soprattutto gambe, ginocchia, anche, muscoli addominali e pelvici.

Chi può praticarlo?

Anche lo skateboard, come lo sci alpino, lo sci di fondo e lo slittino, è uno degli sport invernali più accessibili, che si può praticare già dall’infanzia sia a livello amatoriale sia agonistico. Generalmente si può fare snowboard in qualsiasi località sciistica. È adatto soprattutto a chi proviene da discipline simili, come lo skateboard e il surf.

A cosa prestare attenzione?

Gli infortuni più frequenti coinvolgono ginocchia, caviglie ma anche spalle e polsi; nei traumi più seri possono esserci interessamenti della colonna vertebrale.

Lo sapevi che…

  • Molti atleti ascoltano musica durante gli allenamenti per sentire meglio il ritmo delle curve e dei trick.
  • Fino agli anni Novanta è stato bandito da molte stazioni sciistiche degli Stati Uniti perché considerato troppo pericoloso e “ribelle”.
  • Durante le rotazioni multiple, in aria, molti atleti dichiarano di non vedere nulla per una manciata di secondi. Come una sorta di “buio” prima dell’atterraggio.

L’articolo Milano Cortina 2026: guida completa ai 16 sport in programma proviene da OK Salute e Benessere.

Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.