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Lividi senza motivo: quando sono normali e quando possono nascondere un problema di salute

lividi senza motivo

Spuntano all’improvviso, spesso senza che la persona abbia un ricordo preciso dell’urto che li ha provocati, e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia, quando diventano frequenti, non hanno una causa evidente o presentano caratteristiche insolite, non vanno sottovalutati: possono essere il campanello di allarme di diverse malattie, a qualsiasi età.

Che cosa succede sotto alla pelle

I lividi, in termini medici “ecchimosi”, sono versamenti di sangue che si raccolgono sotto la pelle. «Nella maggior parte dei casi, derivano da un trauma, come un colpo o un urto, che causa la rottura di alcuni capillari e il conseguente travaso ematico lasciando però intatti i tessuti cutanei», spiega il professor Francesco Bruno, dermatologo a Milano, co-fondatore di Isplad, la Società italiana internazionale di dermatologia plastica estetica e oncologica. In superficie, appaiono come una chiazza di colore rosso-violaceo che non scompare alla pressione, di dimensioni variabili in relazione all’estensione del danno.

Perché i lividi cambiano colore

Nel corso dei giorni, il sangue fuoriuscito dai capillari viene progressivamente riassorbito e i lividi cambiano colore, assumendo una tonalità prima blu-verde e poi giallognola. Questi cambiamenti nella colorazione sono dovuti alla degradazione dell’emoglobina fuoriuscita dai capillari in bilirubina, un pigmento giallo-arancione, e in biliverdina, un pigmento verde.

Tipicamente, i lividi si associano a dolore locale, che si intensifica al tatto e alla pressione della zona. Possono comparire anche tumefazione, pizzicore, senso di calore, prurito, una sensazione di tensione e/o intorpidimento e talvolta una certa difficoltà nel muovere l’area interessata.

Lividi senza motivo: quando non c’è motivo di preoccuparsi

Nella maggior parte dei casi, i lividi sono innocui e non devono destare preoccupazione perché sono una risposta normale del corpo a traumi lievi e fanno parte dell’esperienza quotidiana di grandi e piccini.

Lividi nei bambini

I bambini, in particolare, sono esploratori instancabili, per questo cadute, urti e ruzzoloni sono all’ordine del giorno. Non bisogna allarmarsi e limitarli nei loro movimenti, ma anzi incoraggiarli perché si tratta di tappe fondamentali del loro sviluppo psicomotorio. Soprattutto nella fascia di età compresa fra i 18-24 mesi e i dieci anni, dunque, è normale vedere lividi su ginocchia, tibie e gomiti.

Lividi senza motivo negli adulti e negli anziani

Anche negli adulti, ecchimosi occasionali, specialmente su gambe e braccia, sono comuni, a maggior ragione con l’avanzare dell’età. Del resto, l’invecchiamento rende la pelle più sottile e i capillari più fragili. «In genere, se si tratta di macchie di pochi centimetri di diametro, non molto dolorose, che si risolvono spontaneamente nel giro di una-due settimane, non c’è motivo di cui preoccuparsi», commenta l’esperto.

Chi è più predisposto ad avere lividi senza motivo

Pelle sottile e fragilità dei capillari

Ci sono persone che sembrano segnarsi al minimo urto, mentre altre possono sbattere contro lo spigolo di un tavolo senza riportare neppure un’ombra violacea. Le ragioni di queste differenze sono varie. Chi ha una pelle più sottile e delicata così come chi ha capillari fragili e superficiali è naturalmente più esposto. Lo stesso vale per gli individui che possiedono un tessuto connettivo meno robusto a causa di una predisposizione genetica, di una carenza di collagene o semplicemente dell’invecchiamento. Molto dipende anche dalla capacità del sangue di coagulare, che varia moltissimo da individuo a individuo.

Carenze di vitamine e fattori della coagulazione

Lievi carenze di vitamina C o K, fondamentali rispettivamente per l’integrità dei vasi sanguigni e per la coagulazione, oppure piastrine e altri fattori della coagulazione “pigri” possono facilitare la comparsa delle ecchimosi senza che si ci sia necessariamente una malattia.

Farmaci e integratori che favoriscono i lividi senza motivo

«Un ruolo importante è giocato poi da farmaci e integratori», aggiunge l’esperto. «Dall’acido acetilsalicilico agli antinfiammatori, dagli anticoagulanti ai cortisonici, dagli omega 3 al ginkgo biloba, molti principi attivi, specie se assunti in eccesso, possono rendere il sangue più fluido e aumentare la probabilità di lividi».

Ormoni e stile di vita: fattori che favoriscono i lividi senza motivo

Il ruolo degli ormoni nelle donne

Anche gli ormoni giocano una parte rilevante, soprattutto nelle donne: gravidanza, uso della pillola anticoncezionale e premenopausa possono rendere i capillari più delicati. Infine, a fare la differenza è lo stile di vita. Un’attività fisica intensa, per esempio, può causare più frequentemente microtraumi.

Attività fisica, sole e alcol

Altrettanto negativo è il poco movimento, che rallenta la circolazione e indebolisce i capillari. Ancora, l’esposizione al sole assottiglia la pelle, mentre l’alcol interferisce con la coagulazione. In questi casi, spesso basta adottare qualche precauzione o piccola strategia su consiglio medico, come modificare le dosi di farmaci e integratori, regolare il livello di attività fisica, utilizzare creme e cosmetici ad hoc, per migliorare la situazione.

Lividi senza trauma: quando parlarne con il medico

Meglio rivolgersi al pediatra o al medico anche se i lividi sono numerosi oppure estesi e interessano zone inconsuete, come schiena, addome, interno coscia, viso, tanto più se non sono riconducibili a un trauma e sembrano comparire in maniera spontanea. «Attenzione anche se si associano ad altri sintomi, come stanchezza anomala, pallore, febbre, perdita di peso, frequente sangue dal naso, dalle gengive o nelle urine, gonfiore importante, infezioni ricorrenti», aggiunge il professor Bruno. Un’altra situazione da non sottovalutare è quando queste chiazze non migliorano nel tempo o peggiorano nonostante le normali cure.

Malattie che possono causare lividi senza motivo

Disturbi della coagulazione

A volte, infatti, i lividi possono essere il campanello di allarme di una problematica più seria. «Una delle cause più frequenti di ecchimosi non da trauma è rappresentata dai disturbi della coagulazione, il processo fisiologico che trasforma una parte di sangue fluido in una massa solida al fine di fermare sanguinamenti anomali e riparare le lesioni vascolari», chiarisce il dermatologo. L’emofilia e la malattia di von Willebrand, in particolare, sono condizioni ereditarie in cui alcuni fattori che servono a fermare il sangue non funzionano come dovrebbero. Spesso si manifestano fin dall’infanzia con lividi numerosi, sanguinamenti frequenti dal naso o dalle gengive e tempi lunghi per rimarginare anche una piccola ferita.

Piastrinopenia e problemi del sangue

Un’altra causa non trascurabile di lividi è la piastrinopenia, una condizione in cui le piastrine – le cellule che bloccano la fuoriuscita di sangue – sono troppo poche o funzionano male. Alla base possono esserci molti fattori: infezioni virali recenti, malattie autoimmuni, problemi al midollo osseo, effetti collaterali di farmaci. Fra i segnali
più tipici ci sono le petecchie, ossia puntini rossi che non scompaiono alla pressione, lividi estesi senza un vero trauma e sanguinamenti insoliti.

Problemi del fegato e altre patologie

Anche il fegato gioca un ruolo importante, visto che si tratta dell’organo in cui vengono prodotti molti dei fattori della coagulazione. Quando il suo funzionamento è compromesso, per esempio per epatiti, cirrosi o altre condizioni, il sangue può diventare più “lento” a coagulare, e i lividi diventano più frequenti e più grandi. La facilità a manifestare lividi aumenta poi in presenza di malattie come diabete, disturbi delle vene, patologie autoimmuni. Talvolta, le ecchimosi sono collegate a condizioni più rare, come alcuni tipi di leucemie o altri disturbi del sangue, che possono rendere la pelle fragile. In questi casi di solito si accompagnano ad altri segnali, come grande stanchezza, pallore marcato, febbricola, perdita di peso, infezioni ricorrenti.

Un livido “anomalo”, dunque, non va mai ignorato. Non significa necessariamente che c’è qualcosa di grave, ma è meglio rivolgersi al medico perché può essere un campanello di allarme importante. Spesso gli esami del sangue sono sufficienti a indagare la situazione e a capire l’origine del problema. Ovviamente, in tutte queste eventualità bisogna intervenire a monte, curando la malattia che predispone alla comparsa di ecchimosi.

Come far riassorbire più velocemente un livido

Nella maggior parte dei casi, un livido non richiede grandi interventi. Il ghiaccio resta il rimedio più semplice ed efficace per frenare infiammazione, gonfiore, dolore e al tempo stesso per limitare la fuoriuscita di ulteriore sangue dai capillari. «Si consiglia di usare un sacchetto di ghiaccio avvolto in un panno o una borsa per il ghiaccio per circa 15-20 minuti ogni due-tre ore, evitando il contatto diretto con la pelle per prevenire ustioni da freddo», suggerisce il professor Francesco Bruno, dermatologo a Milano. Esistono anche diverse soluzioni topiche che possono essere applicate direttamente sulla pelle per favorire il recupero dei lividi, come creme e gel
a base di arnica montana.

Silvia Finazzi

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.