Limerenza: come riconoscere l’attaccamento ossessivo
Ti sei mai sentito profondamente coinvolto da qualcuno, anche se i tuoi sentimenti non erano ricambiati? Hai passato ore a ripensare a ogni interazione, immaginare conversazioni o interpretare ogni gesto e silenzio come un segnale? Quando questi comportamenti sono particolarmente intensi e persistono nel tempo, fino a interferire con la vita quotidiana, potresti trovarti di fronte alla limerenza. Scopriamo di cosa si tratta.
Cos’è la limerenza?
La limerenza è un concetto ancora poco conosciuto e studiato, introdotto dalla psicologa americana Dorothy Tennov, nel suo libro “Love and limerence:The experience of being in love” pubblicato nel 1979, dopo aver svolto centinaia di interviste sull’esperienza di innamoramento. Non si tratta di una patologia riconosciuta dai manuali diagnostici ufficiali, come il DSM, ma di uno stato cognitivo ed emotivo, caratterizzato da attaccamento intenso, pensieri intrusivi, idealizzazione e forte bisogno di reciprocità emotiva. Un ruolo centrale è giocato dall’incertezza: se i sentimenti dell’altro (definito anche oggetto limerente) sono ambigui o intermittenti, l’attaccamento tende infatti a intensificarsi.
Quali sono i segnali per riconoscerla?
Chi vive la limerenza spesso sperimenta una presenza mentale costante di qualcuno, che diventa il fulcro dei pensieri anche quando si cerca di concentrarsi su altro. Un altro tratto caratteristico è l’idealizzazione, per cui si tende a enfatizzare le qualità positive della persona, minimizzando o ignorando i suoi difetti. Parallelamente, emerge una necessità di conferme emotive: ogni gesto, parola o silenzio viene analizzato e caricato di significato, generando sbalzi di umore. Possono emergere anche comportamenti ripetitivi, come controllare frequentemente messaggi o profili social, rileggere conversazioni o mettere in atto piccoli rituali legati all’attesa di un segnale.
La psicoterapeuta Natacha Duke, come si legge su Cleveland Clinic, ha spiegato che «gli individui con stili di attaccamento ansiosi e/o bassa autostima potrebbero essere più inclini a sperimentare la limerenza. Anche chi soffre di ADHD potrebbe essere più incline a sperimentarla, a causa di una tendenza, a volte, all’iperfocus».
«La limerenza presenta alcune caratteristiche in comune con la dipendenza. In entrambe, la dopamina, l’”ormone della felicità”, viene rilasciata quando un individuo entra in contatto con l’oggetto della sua dipendenza. Questo fa sì che il cervello provi piacere e, poiché la dopamina fa parte del sistema di ricompensa del corpo, si continua a ricercare quella sensazione di “euforia”».
Quando l’attaccamento è alimentato dall’incertezza
Nell’amore sano l’incertezza iniziale lascia progressivamente spazio a un legame che si sviluppa con un aumento di reciproca conoscenza e sicurezza emotiva. Nella limerenza, invece, il coinvolgimento è sostenuto soprattutto dall’incertezza e dal desiderio di essere corrisposti che rafforzano l’attaccamento ossessivo. Inoltre, può persistere per mesi o anni, compromettendo concentrazione, autostima e benessere psicologico.
«Alcune di queste persone non desiderano necessariamente una relazione sessuale o romantica con l’altra persona. Vogliono solo che i loro sentimenti siano ricambiati», afferma Ian Tyndall, psicologo cognitivo-comportamentale presso l’Università di Chichester nel Regno Unito, come riportato dalla BBC.
Limerenza: come uscirne?
Per gestire la limerenza è fondamentale innanzitutto riconoscere e accettare ciò che si sta provando, riflettendo sui propri bisogni emotivi e relazionali. In questo processo è importante coltivare l’autostima e l’autonomia, dedicando tempo a se stessi, ai propri hobby e interessi, insieme alla capacità di stabilire confini, limitando i contatti o i comportamenti che alimentano l’ossessione come la ricerca continua di segnali o informazioni. Anche coltivare altre relazioni e rafforzare i legami positivi esistenti può essere d’aiuto. Se la limerenza persiste compromettendo la propria quotidianità, rivolgersi a uno psicoterapeuta può aiutare a trovare gli strumenti giusti per gestirla.
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