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Le coppie più durature? Fanno pace entro 30 minuti

le coppie durature fanno pace entro 30 minuti

Ci avviciniamo a San Valentino, la celebrazione dell’amore che, nell’immaginario collettivo, è concepito come immune al conflitto. In realtà, le relazioni, soprattutto quando vissute quotidianamente e in profondità, non sono esenti dalle discussioni. Il punto non è evitare gli scontri, ma saperli gestire in maniera sana e tempestiva. Recenti ricerche scientifiche indicano, infatti, che le relazioni più durature sono quelle nelle quali si fa pace entro 30 minuti dal litigio.

Il ruolo della riconciliazione tempestiva

«Questo dato nasce da decenni di studi sulla regolazione emotiva nelle relazioni, in particolare dagli esperimenti di due psicologi americani, John Gottman e Robert Levenson», afferma il dottor Charlie Fantechi, psicologo clinico e psicoterapeuta specializzato in ipnosi e tecniche di cambiamento mentale. «Durante un litigio, il sistema nervoso si attiva. Lo si vede da: battito accelerato, tensione muscolare e reazioni automatiche. Se questa attivazione persiste troppo a lungo, il cervello percepisce l’altro come una minaccia. Riconnettersi entro circa 30 minuti permette al sistema nervoso di tornare in sicurezza, evitando che il conflitto lasci tracce profonde».

Maturità emotiva e teoria polivagale

La capacità di riconciliarsi rapidamente dopo un litigio rappresenta un indicatore di maturità emotiva e di stabilità del legame. La teoria polivagale dello psicologo Stephen Porges spiega scientificamente perché secondo questa prospettiva, il nostro sistema nervoso reagisce ai conflitti come se fossero segnali di pericolo. Quando una coppia riesce a ricongiungersi rapidamente, il corpo percepisce sicurezza e il cervello non interpreta l’altro come una minaccia, ma come una risorsa.

«Una riconciliazione entro 30 minuti non significa decidere chi ha torto o ragione», sottolinea il dottor Fantechi, «ma scegliere la relazione, proteggere il legame e dimostrare rispetto reciproco». In altre parole, il ritorno rapido alla connessione emotiva indica non solo controllo delle emozioni, ma anche desiderio attivo di preservare la relazione, favorendo un senso di fiducia e intimità duratura. Le coppie che coltivano questa abitudine dimostrano un equilibrio emotivo che protegge il legame dai danni a lungo termine causati da silenzi prolungati, risentimenti o rigidità.

Ipnosi e dialogo: due strumenti per fare pace

Affrontare un conflitto in coppia non significa semplicemente parlare o discutere, ma saper riconoscere cosa accade dentro il corpo prima ancora che nelle parole. L’ipnosi e il lavoro sul dialogo sono strumenti preziosi in questo senso.

«Quando impariamo a percepire segnali come respiro accelerato, tensione muscolare o impulsi a chiudersi o attaccare», spiega il dottor Fantechi, «possiamo interrompere il “pilota automatico” emotivo che spesso ci porta a reagire impulsivamente». Questo permette di abbassare l’arousal, cioè lo stato di attivazione emotiva, e di comunicare in modo più lucido e consapevole, trasformando un conflitto potenzialmente distruttivo in un’occasione di scelta e connessione.

Tre indicatori chiave per capire se una coppia funziona

Secondo Fantechi, esistono tre indicatori chiave per capire se una coppia funziona davvero:

  • il rilassamento post-conflitto: se il corpo riesce a distendersi e il respiro torna naturale, significa che il legame è sicuro;
  • la facilità con cui i partner si riavvicinano fisicamente: uno sguardo, un gesto, o semplicemente la vicinanza che torna senza forzature sono segnali di connessione autentica;
  • la stabilità emotiva dopo la riconciliazione: nelle coppie resilienti, fare pace lascia una sensazione di maggiore sicurezza e vicinanza, come se il legame si fosse rafforzato.

Strategie per litigare in modo costruttivo

Gestire un conflitto in coppia non significa evitare i problemi, ma affrontarli con consapevolezza e rispetto.

  • Secondo la letteratura scientifica e l’esperienza clinica, è fondamentale parlare direttamente del problema senza procrastinare, perché rimandare spesso amplifica le tensioni.
  • Allo stesso tempo, esprimere i propri sentimenti in prima persona, usando frasi come «Mi sento… quando succede…», aiuta a comunicare senza accusare l’altro.
  • In momenti di forte emotività, fare una pausa strategica può essere prezioso: interrompere temporaneamente il confronto permette di abbassare l’arousal emotivo e ridurre reazioni impulsive.
  • Allo stesso modo, accogliere i tentativi di riappacificazione del partner, senza lasciarsi bloccare dall’orgoglio, favorisce la riconnessione.
  • Quando si presentano occasioni per scusarsi, queste devono essere autentiche: scuse superficiali rischiano di lasciare questioni irrisolte. Infine, rivedere i conflitti passati con spirito costruttivo, senza colpevolizzare, può trasformare le tensioni in occasioni di crescita reciproca.

Linguaggio verbale e non verbale

Anche il corpo comunica durante un conflitto e gioca un ruolo decisivo nella riconciliazione quando le coppie fanno pace. Una postura aperta e rilassata, ad esempio, riduce la percezione di minaccia e favorisce il dialogo. Lo sguardo e i gesti accoglienti possono rafforzare la connessione, così come una vicinanza fisica equilibrata: la capacità di avvicinarsi spontaneamente, senza forzature, è spesso più significativa di mille parole. Imparare a leggere e modulare questi segnali corporei aiuta le coppie non solo a risolvere i conflitti, ma anche a mantenere una comunicazione emotivamente sicura e autentica.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.