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Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione: cos’è e come si cura?

disturbo di depersonalizzazione

Ti è mai capitato di sentirti distaccato, estraniato da te stesso o da ciò che ti circonda, come se stessi osservando la tua vita dall’esterno? Devi sapere che si tratta di un’esperienza più comune di quanto si potrebbe pensare. Secondo il DSM-5-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), si stima infatti che circa la metà degli adulti sperimenti almeno una volta nella vita questo tipo di fenomeno e, solitamente, si tratta di episodi transitori.

Tuttavia, quando queste esperienze non sono occasionali e arrivano a interferire con le attività quotidiane, potremmo trovarci di fronte al disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione, che secondo alcune stime si verifica in circa l’1-2% della popolazione. Scopriamo di cosa si tratta.

Cos’è il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione?

Come spiega il DSM-5-TR, il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è caratterizzato dalla presenza persistente o ricorrente di episodi di distacco o irrealtà, i quali possono manifestarsi in due forme:

  • Depersonalizzazione: sensazione di essere distaccati da se stessi, come se si fosse osservatori esterni dei propri pensieri, emozioni, sensazioni corporee o azioni. Si può provare un intorpidimento fisico o emotivo, una sensazione di non avere il pieno controllo sulle proprie azioni e di agire come un “robot” o un automa.
  • Derealizzazione: percezione alterata dell’ambiente circostante, che può apparire irreale, distante o privo di familiarità. Spesso, è accompagnata da distorsioni visive e, in alcuni casi, uditive.

Durante queste esperienze la persona è consapevole che le proprie percezioni sono alterate e non corrispondono alla realtà. Chi ne soffre può avere una grande difficoltà nel descrivere ciò che prova, vivendo con il costante timore di “impazzire” o di aver subito danni cerebrali irreversibili. Inoltre, affinché si possa parlare di disturbo, i sintomi devono provocare un disagio clinicamente significativo oppure compromettere il funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altri contesti.

Per una corretta diagnosi, è anche necessario escludere che tali fenomeni siano dovuti agli effetti fisiologici di una sostanza, come una droga o un farmaco, o di un’altra condizione medica, oppure che il quadro clinico sia meglio spiegato da altri disturbi mentali.

Quali sono le cause?

Le cause del disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione possono coinvolgere diversi fattori. Esiste, ad esempio, un’associazione tra il disturbo e i traumi infantili, come la negligenza o l’abuso emotivo subiti durante l’infanzia. Altri elementi di rischio includono condizioni di stress che comportano affaticamento o un forte coinvolgimento, così come la presenza di altri disturbi, quali ansia e depressione, e l’uso di sostanze.

Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione: come si cura?

Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione, come si legge sul Manuale MSD, in alcune persone si risolve spontaneamente. Quando è necessario un trattamento, si deve intervenire anche sui fattori scatenanti. Nei pazienti si sono rivelati efficaci vari metodi di psicoterapia e, talvolta, possono essere utilizzati dei farmaci per trattare eventuali comorbidità.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.