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Covid: arriva Cicada, la nuova variante che preoccupa gli esperti

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Dopo mesi di relativa calma, il mondo della virologia torna a guardare con apprensione a un nuovo protagonista: la variante Cicada (BA.3.2). In italiano significa cicala: è stato scelto perché, esattamente come l’insetto resta latente per anni prima di riemergere, questa mutazione della famiglia Omicron sta scalando rapidamente le classifiche di diffusione nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sollevando interrogativi sulla nostra attuale immunità.

Nuova variante di Covid: il virus che “scappa” dai vaccini

La caratteristica che più preoccupa gli esperti è l’incredibile numero di mutazioni: circa 75 variazioni genetiche concentrate sulla proteina Spike, la “chiave” che il virus usa per scassinare le nostre cellule.

Secondo il Professor Ravi Gupta dell’Università di Cambridge, ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto agli ultimi due anni. Cicada sarebbe nata in un “paziente zero” immunocompromesso, dove il virus avrebbe incubato per oltre un anno, accumulando mutazioni indisturbato prima di tornare a circolare.

La situazione in Italia: monitoraggio e acque reflue

Mentre nel Regno Unito si prevede che Cicada diventerà presto la variante dominante, in Italia la sorveglianza è ai massimi livelli. Il monitoraggio avviene principalmente attraverso l’analisi delle acque reflue, una tecnica che negli Stati Uniti ha già rilevato la presenza del virus in 29 Stati.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) continua a mappare i lignaggi di Omicron. Sebbene i casi segnalati siano ancora contenuti, l’allerta riguarda soprattutto l’autunno e la capacità della variante di colpire i bambini, che spesso presentano una minore memoria immunitaria specifica contro le versioni più recenti del virus.

I sintomi della nuova variante di Covid: attenti a stomaco e intestino

Oltre ai classici segni a cui siamo abituati, i CDC americani segnalano che Cicada porta con sé una frequenza maggiore di disturbi gastrointestinali:

  • forte mal di gola e congestione,
  • grave affaticamento e mal di testa,
  • nausea e diarrea (sintomi distintivi di questo ceppo).

Il consiglio dell’esperto: è ora di rimettere la mascherina?

Il dottor Sai Balasubramanian, attraverso le colonne di Forbes, suggerisce di non abbassare la guardia, specialmente per i soggetti fragili. “È tempo di tornare a usare le precauzioni generali: lavaggio frequente delle mani, ventilazione degli ambienti e mascherine nei luoghi affollati o al chiuso se si è a rischio”, avverte.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.