Burnout genitoriale: come riconoscerlo e uscirne?
Diventare genitori è una delle esperienze più intense e trasformative della propria vita, fatta di amore, nuove emozioni e scoperte quotidiane. Accanto ai momenti unici e gratificanti che accompagnano la crescita dei figli, però, possono emergere anche un profondo senso di stanchezza e sopraffazione. Quando il carico mentale e lo stress diventano eccessivi e si prolungano nel tempo, si può arrivare a sperimentare un vero e proprio burnout genitoriale. Scopriamo di cosa si tratta e perché succede.
Burnout genitoriale: cos’è?
Il burnout genitoriale, o parental burnout, è una condizione di esaurimento fisico e mentale, legata allo stress cronico del ruolo di genitore. Secondo studi sull’argomento, può essere accompagnato da distacco emotivo dai propri figli e persino insicurezza riguardo alle proprie capacità di cura e accudimento.
Alla base del fenomeno, che emerge quando le richieste legate al ruolo genitoriale superano sistematicamente le risorse disponibili, possono esserci cause diverse. Questo squilibrio può essere amplificato da tratti personali, come il perfezionismo, e da criticità come il sovraccarico di compiti, la difficoltà nel conciliare i tempi di vita e lavoro, la mancanza di una rete sociale di sostegno o l’assenza di servizi di supporto.
Come sottolinea la revisione narrativa del 2025 “Parental Burnout: A Progressive Condition Potentially Compromising Family Well-Being—A Narrative Review“, nel mondo frenetico di oggi, caratterizzato da stimoli continui, numerosi fattori possono influenzare negativamente la nostra vita quotidiana e la nostra salute mentale. La pressione di soddisfare le aspettative può essere infatti una fonte costante di stress non solo sul lavoro, ma anche all’interno della famiglia, dove l’essere genitori richiede disponibilità continua, attenzione e cure nei confronti dei figli.
Se, da una parte, adesso disponiamo di più informazioni che mai su come crescere figli sani e felici, dall’altra la genitorialità resta comunque una sfida complessa. Quando queste conoscenze si traducono in “standard di perfezione”, possono indurre i genitori a sentirsi inadeguati o in colpa se non vengono raggiunti.
Quali sono i segnali?
Il burnout genitoriale si sviluppa progressivamente: solitamente, inizia con uno stato di esaurimento che può evolvere in distanziamento emotivo dai figli e proseguire con un senso di inefficacia e perdita di soddisfazione nel ruolo, fino a generare un profondo contrasto con l’immagine del genitore che si era. Tra i segnali caratteristici si possono riscontrare:
- stanchezza cronica;
- sentirsi mentalmente scarichi e costantemente sopraffatti dalle responsabilità;
- irritabilità marcata;
- perdita di piacere nel rapporto con i figli e nelle attività quotidiane;
- distacco emotivo;
- senso di inadeguatezza nel ruolo genitoriale.
Questo può avere ripercussioni dannose sia sui figli, sia sulla relazione di coppia, con un aumento delle tensioni domestiche e dei conflitti familiari.
Burnout genitoriale: cosa fare per uscirne?
Per gestire il burnout genitoriale è fondamentale adottare un approccio che tenga conto sia del benessere familiare, sia di quello individuale.
- Cura di sé e gestione dello stress: prestare attenzione alla qualità del sonno, specialmente quando il tempo del riposo è ridotto, cercare di mantenere un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare. Inoltre, pratiche di rilassamento quotidiano (ad es. meditazione, yoga, tecniche di mindfulness, hobby) possono aiutare a ridurre tensioni e ansia.
- Divisione dei compiti e supporto sociale: suddividere gli impegni e, al bisogno, chiedere aiuto nelle piccole incombenze domestiche o nella cura dei figli aiuta ad alleggerire il carico mentale.
- Condividere la propria esperienza: partecipare a gruppi di genitori o reti di sostegno, confrontandosi con chi vive situazioni simili, permette di sentirsi meno soli.
- Ridimensionare le aspettative irrealistiche: assumere un atteggiamento gentile verso se stessi aiuta a moderare il perfezionismo e la paura di non essere all’altezza. È importante fare del proprio meglio per i figli, ma bisogna anche ricordare che non esiste un genitore perfetto.
- Supporto professionale: quando i segnali di burnout persistono, può essere di aiuto rivolgersi a un professionista della salute mentale per capire come contrastare lo stress cronico associato al ruolo genitoriale.
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