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Caterina Murino, gravidanza dopo i 40 anni: «La riabilitazione del pavimento pelvico cambia la vita»

Caterina Murino racconta la gravidanza a 47 anni e l’importanza del pavimento pelvico

«In Francia, dove vivo, la riabilitazione del pavimento pelvico è obbligatoria e cambia davvero la vita dopo il parto, specie nelle donne che, come me, sono riuscite ad avere un figlio solo dopo i 40 anni». Risponde così alla domanda su come sia riuscita a tornare subito a lavorare in teatro a pochi mesi dal parto Caterina Murino, attrice internazionale, volto iconico del cinema europeo, indimenticabile Bond girl in Casino Royale, nel 2006, il primo della saga 007 con Daniel Craig nei panni di agente segreto.

A 47 anni ha dato alla luce il piccolo Demetrio Tancredi, scegliendo di raccontare con lucidità e autenticità un percorso che troppo spesso viene narrato solo attraverso stereotipi. La gravidanza in età matura è ancora oggetto di dibattito pubblico, carico di pregiudizi sulle donne. Lo stesso non avviene con gli uomini, anche se è ormai appurato che anche in questo caso aumentano sensibilmente i rischi per il bambino.

Eppure, come dimostra la sua esperienza, ogni storia è diversa e non può diventare paradigma universale: una gestazione serena, nessuna complicanza, un ritorno rapido al lavoro e un’attenzione rigorosa alla rieducazione del pavimento pelvico, pratica che in Francia è parte integrante del percorso post parto, rimborsata dal servizio sanitario nazionale. Abbiamo incontrato Caterina durante una pausa della tournée italo-francese.

Diventare madre a 47 anni: l’esperienza di Caterina Murino

Lei ha avuto un figlio a 47 anni. Cosa significa diventare madre in un’età da molti definita “matura”?

«Purtroppo non conoscendo la maternità da giovane non posso sapere come la vivono le mamme a un’età diversa dalla mia. Posso parlare solo per me. Forse c’entra il fatto che mi sento realizzata: se avessi avuto un bambino a 30 anni, con tutti i viaggi che intraprendevo per lavoro, sarebbe stato più complicato. Non impossibile, ma diverso. Oggi sono in tournée, certo, ma posso scegliere».

Si arriva con una consapevolezza diversa?

«Sicuramente sì. Alla nostra età sappiamo cosa vogliamo e cosa non vogliamo. Però bisogna stare attenti a non cadere nel banale: la mia esperienza non è universale. Io posso dire che, nonostante le difficoltà a riuscire a rimanere incinta, ho avuto una gravidanza estremamente calma».

Ritorno al lavoro dopo il parto

Dopo quanto è tornata al lavoro?

«Dopo un mese e mezzo ero sul palcoscenico, saltellando. Il mio corpo per fortuna è quasi tornato come prima! Il bambino è sempre stato con me e per questo devo ringraziare i miei genitori, che mi hanno seguito in tournée. Mio marito, invece, mi ha raggiunto ogni volta che il lavoro glielo ha permesso».

Caterina Murino, alimentazione e stile di vita in gravidanza

Come si è tenuta in forma durante la gravidanza?

«“In forma” non so se sia l’espressione giusta, visto che ho preso 20 chili. Il ginecologo diceva che erano tanti, ma il bambino era grande e avevo molta ritenzione idrica. Però non ho mai mangiato così salutare in vita mia. Leggevo tutto su cosa portare in tavola per evitare il diabete gestazionale e per far crescere il bimbo in modo sano: mirtilli, frutta, verdura e tante uova, perché, oltre alle proteine di alta qualità, contengono colina, essenziale per lo sviluppo del bambino, basta cuocere molto bene il tuorlo. Sono vegetariana, ma ho voluto reintrodurre un po’ di carne; ho anche mangiato quantità industriali di lenticchie per il ferro. Niente dolci, pochissimo cioccolato, anche se io ne vado pazza».

Lei è un’amante dei gatti. Aveva paura per la toxoplasmosi?

«Sì, ho tre gatti e durante la gravidanza ne ho preso un altro. Temevo l’infezione ma i medici mi hanno rincuorata: il gatto si ammala solo se mangia un animale infetto, mentre se vive in casa – come i miei – e consuma solo cibo commerciale, il rischio è praticamente nullo. Può essere comunque contagioso per un paio di settimane in tutta la sua vita, in genere la prima volta che contrae l’infezione. Inoltre, se la lettiera viene pulita ogni giorno, il parassita non ha il tempo di diventare pericoloso. È molto più facile prendere la toxoplasmosi da verdure lavate male o dalla carne cruda».

Ha praticato attività fisica?

«Lunghe passeggiate e yoga, che mi hanno aiutata a rimanere flessibile. Certo, dal punto di vista del controllo del peso non mi hanno aiutato molto, visto che come ho detto sono ingrassata di 20 chili».

E dopo il parto?

«Adesso corro, due o tre volte a settimana per mezz’ora, ma devo ancora perdere sei chili. Purtroppo durante la tournée ho ricominciato a mangiare male…».

Pavimento pelvico post parto: perché è fondamentale

Come è stato il percorso di rieducazione del pavimento pelvico?

«In Francia è praticamente obbligatorio: devi aspettare otto-dieci settimane dopo il parto, poi si inizia. Il pavimento pelvico sostiene utero, vescica e intestino e dopo il parto può risultare indebolito, con possibili conseguenze spiacevoli. La rieducazione precoce, invece, riduce questi rischi e accelera il recupero funzionale. Si compone di esercizi che stimolano la muscolatura interna e gli addominali, un lavoro specifico per rimettere a posto la pancia dopo la gravidanza. Sono stata seguita da un’ostetrica e una terapista, due volte a settimana, ed eseguivo gli esercizi anche a casa. Così mi sono rimessa in sesto velocemente: senza quel lavoro non avrei potuto
affrontare la tournée. È stato davvero fondamentale».

Sembra avere un rapporto molto consapevole con il suo corpo.

«Sì, tengo lontana la chirurgia estetica. Credo che la natura ci dia il tempo di accettarci: il corpo non invecchia in un giorno, dobbiamo imparare ad accompagnarlo e a comprenderlo in questo».

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.