Quando si diventa vecchi: la scienza scopre l’esatto punto di non ritorno
In Italia, il Paese con una delle popolazioni più longeve al mondo, la domanda su quando inizi davvero il declino fisico è più attuale che mai. Se fino a ieri pensavamo che l’invecchiamento fosse uno scivolamento lento e costante, una nuova ricerca internazionale ribalta tutto: esiste un “punto di flesso”, un vero e proprio scalino biologico che si colloca esattamente intorno ai 50 anni.
Lo studio, condotto dagli scienziati dell’Accademia delle Scienze Cinese e pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell, ha analizzato il comportamento delle proteine in 13 diversi tessuti umani, mappando per la prima volta l’invecchiamento degli organi dall’interno.
Il “killer” silenzioso: i vasi sanguigni invecchiano per primi
I ricercatori hanno scoperto che non tutti gli organi invecchiano alla stessa velocità. Il primato negativo spetta al sistema cardiovascolare.
- L’aorta sotto attacco: è il tessuto più suscettibile. Già tra i 45 e i 55 anni, l’aorta subisce un rimodellamento proteico drastico.
- Pancreas e milza: subito dopo i vasi sanguigni, sono questi gli organi a mostrare i segni del tempo, influenzando la produzione di enzimi e la risposta immunitaria.
Questa scoperta è particolarmente rilevante per l’Italia, dove le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte. Sapere che il “motore” inizia a cambiare marcia a 50 anni apre nuove strade per la prevenzione mirata.
L’esperimento: quando si diventa vecchi
Per confermare i risultati, il team ha isolato una specifica proteina dell’invecchiamento trovata nelle aorte umane e l’ha iniettata in topi giovani. I risultati sono stati scioccanti: gli esemplari trattati hanno mostrato un crollo immediato delle prestazioni fisiche, perdendo forza, coordinazione e resistenza, manifestando segni precoci di invecchiamento vascolare.
Questo dimostra che l’invecchiamento non è solo una questione di “usura”, ma è guidato da precisi messaggeri proteici che circolano nel nostro organismo.
44, 50 o 60 anni? Il calendario degli “scalini”
Il dibattito scientifico è serrato. Se lo studio su Cell punta i riflettori sui 50 anni, una ricerca pubblicata su Nature Ageing nell’agosto 2024 aveva individuato altri due momenti critici:
- A 44 anni: cambiamenti nel metabolismo di alcol e caffeina (ecco perché reggiamo meno gli aperitivi).
- A 60 anni: crollo della regolazione immunitaria e della funzionalità renale.
Il quadro che emerge è quello di un invecchiamento “a scatti”. La fascia tra i 45 e i 55 anni sembra essere il vero spartiacque per il rimodellamento dei tessuti profondi.
Quando si diventa vecchi: verso un “Atlante delle Proteine”
L’obiettivo dei ricercatori è ora costruire un atlante completo che copra 50 anni di vita umana. Identificare queste 48 proteine correlate alle malattie senili (dai tumori epatici alla fibrosi) permetterà in futuro di sviluppare farmaci “anti-aging” capaci di rallentare o bloccare il declino degli organi prima che diventino patologici.
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