News

Allarme aviaria in Italia: primo caso umano in Lombardia

caso di influenza aviaria

La notizia ha fatto scattare immediatamente i protocolli di massima sicurezza: un giovane di vent’anni, appena atterrato all’aeroporto di Milano Malpensa e proveniente dall’Africa, è il primo caso umano in Europa di influenza aviaria ceppo H9N2. Il paziente è attualmente isolato presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

Nonostante le rassicurazioni dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, che parla di “bassa patogenicità” e “nessun rischio per la popolazione”, l’attenzione degli esperti è ai massimi livelli. Il virus H9N2, infatti, sembra essersi adattato meglio rispetto al passato per infettare l’uomo, sollevando interrogativi sulla nostra sicurezza quotidiana, a partire da ciò che mangiamo.

Caso di influenza aviaria a Monza: cosa sta succedendo

Il giovane, che soffre di patologie pregresse, ha manifestato i primi sintomi subito dopo il rientro in Italia. Grazie al sistema di sorveglianza della Regione Lombardia e alle analisi molecolari dell’Università Statale di Milano, il virus è stato tipizzato rapidamente.

Il parere dell’esperto

Sebbene il Ministero della Salute confermi che non esiste trasmissione da persona a persona, il virus circola massicciamente negli animali. Come sottolineato dal virologo Fabrizio Pregliasco, questi episodi sono “campanelli d’allarme” sull’evoluzione virale che non possono essere ignorati.

“In questo caso specifico parliamo di un’infezione importata e in un soggetto fragile, quindi in un contesto clinico ben definito”, spiega l’esperto. “Non ci sono elementi che facciano pensare a un rischio immediato per la popolazione, ma è corretto utilizzare questi eventi come occasione per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparedness (preparazione). La lezione che abbiamo imparato negli ultimi anni è che anticipare è fondamentale: identificare rapidamente, isolare se necessario e monitorare i contatti. Resta quindi un caso sotto controllo, ma anche un promemoria dell’importanza di non abbassare la guardia nei confronti delle zoonosi emergenti”.

Sicurezza alimentare: la lista dei cibi sotto osservazione

Il contagio umano avviene solitamente per contatto diretto con volatili infetti, ma la preoccupazione dei consumatori si sposta spesso sulla tavola. Ecco cosa dicono le linee guida dell’ISS e dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) per minimizzare ogni rischio.

I cibi a cui prestare massima attenzione (e come trattarli)

Ecco i consigli sugli alimenti più pericolosi:

  1. Uova crude o “alla Coque”: il virus può essere presente sia sul guscio che all’interno. Evitate preparazioni come zabaione, tiramisù con uova fresche non pastorizzate o uova col tuorlo liquido se non siete certi della provenienza e della sanificazione.
  2. Carne di pollo e tacchino al sangue: sebbene il pollame in commercio in Italia sia ultra-controllato, il virus viene distrutto solo dal calore. Mai consumare carne di volatile rosata o cruda (es. carpacci di pollo).
  3. Frattaglie di volatili: fegatini e altre interiora devono essere cotti in modo uniforme e profondo.

I cibi sicuri (via libera al consumo)

Ci sono alimenti assolutamente sicuri:

  • Carne di pollo ben cotta: il virus H9N2 (così come l’H5N1) è termolabile. Una cottura che raggiunga i 70°C al cuore del prodotto annulla ogni rischio di infezione.
  • Uova sode o pastorizzate: il calore della bollitura o il processo di pastorizzazione industriale rendono le uova totalmente sicure.
  • Latte e derivati: nonostante il virus sia stato trovato in mucche da latte negli USA, la pastorizzazione del latte venduto nei nostri supermercati elimina il virus.

Leggi anche…

None found

L’articolo Allarme aviaria in Italia: primo caso umano in Lombardia proviene da OK Salute e Benessere.

Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.