News

Tumore al pancreas: casi in aumento, quali sono i sintomi?

Tumore al pancreas

Il tumore del pancreas rappresenta una delle neoplasie più subdole e aggressive, con un’incidenza in costante crescita a livello mondiale e nazionale. Stando ai più recenti dati della Fondazione Veronesi, nel nostro Paese ci sono state 13.585 nuove diagnosi nel 2024, con un incremento del 21% nell’ultimo decennio. Questa è una patologia che, secondo le più realistiche previsioni, entro i prossimi cinque anni diventerà la seconda causa di morte per cancro nei Paesi occidentali. Purtroppo, nonostante gli enormi progressi raggiunti nell’ambito delle terapie chirurgiche, farmacologiche e diagnostiche, la sopravvivenza resta ancora molto bassa: solo un paziente su dieci è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

Tumore al pancreas: ci sono persone più a rischio?

  • Generalmente questo carcinoma interessa in larga parte chi ha tra i 50 e gli 80 anni, mentre è molto raro in chi ha meno di 40 anni.
  • Chi fuma ha un rischio triplo rispetto a chi non fuma. Fino a qualche tempo fa le diagnosi interessavano di più gli uomini e con ogni probabilità questo era dovuto al fatto che la popolazione maschile fumasse di più. Ora che le donne hanno raggiunto, e talvolta superato, gli uomini in questo vizio, il tumore al pancreas è tra i cinque più frequenti tra le donne che hanno superato i 70 anni.
  • Anche la familiarità è un fattore di rischio importante. La presenza in famiglia di casi di tumore del pancreas o della mammella o del colon ha un ruolo decisivo nel suo sviluppo.
  • Ci sono poi altri fattori di rischio come il diabete di tipo 2 e malattie genetiche rare, come la sindrome di von Hippel-Lindau.
  • L’alimentazione, come nella maggioranza dei tumori, gioca un ruolo importante. Una dieta ricca di grassi e proteine animali sembra essere collegata a un aumento di rischio. Anche l’abuso di alcol ne favorisce l’insorgenza. È invece ampiamente dimostrato che l’obesità e il grasso viscerale alzino molto le probabilità di essere colpiti da questo tumore.
  • Bisogna stare attenti alle esposizioni professionali a solventi di uso industriale e agricolo e a derivati della lavorazione del petrolio.

Purtroppo non tutte le cause del tumore al pancreas sono ancora note, quindi la prevenzione è complicata. Naturalmente non fumare è il primo passo, come seguire una dieta ricca di frutta e verdura e povera di grassi di origine animale e di alcolici.

Quali sono i sintomi del tumore al pancreas?

«Il problema maggiore è che il tumore del pancreas è una malattia silente: spesso non dà sintomi fino a quando non raggiunge stadi avanzati, quando la chirurgia non è più praticabile», dice Filippo Antonini, consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Italiani – AIGO. Quando si manifestano, i sintomi sono molto comuni ad altre malattie, come difficoltà a digerire e stanchezza. Ecco perché è complicato arrivare a una diagnosi precoce.

Quando il tumore ha già iniziato a diffondersi i disturbi più frequenti sono, invece:

  • perdita di appetito e di peso;
  • ittero, con la tipica colorazione gialla della pelle e degli occhi;
  • dolore sempre più intenso nella parte superiore dell’addome o nella schiena;
  • debolezza;
  • nausea o vomito;
  • in una forbice tra il 10 e il 20% dei pazienti può comparire anche il diabete.

Come si arriva alla diagnosi di tumore al pancreas?

Come si diceva, in assenza di sintomi specifici, è complicato arrivare a una diagnosi precoce. A volte questo succede perché si è sottoposti a un esame per un’altra malattia e per via incidentale si scopre di avere questo tumore. Quando il medico sospetta che ci sia un cancro al pancreas può decidere di sottoporre il paziente a una serie di esami: gli esami più efficaci sono la risonanza magnetica (RMN) e l’ecoendoscopia (EUS), una metodica mini-invasiva che consente di individuare lesioni di pochi millimetri e di effettuare biopsie mirate.

«Una diagnosi tempestiva – sottolinea Antonini – permette di individuare lesioni ancora curabili, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza. Oggi l’ecoendoscopia è diventata anche una tecnica terapeutica capace di migliorare la qualità di vita dei pazienti con tumore avanzato, riducendo la necessità di interventi chirurgici più demolitivi».

Negli ultimi anni, la ricerca ha permesso di identificare lesioni precursori come le cisti pancreatiche, che in alcuni casi possono evolvere verso forme maligne. «Queste lesioni necessitano di una valutazione specialistica per la loro corretta gestione. È importante ricordare, tuttavia, che la maggior parte resta benigna, e che molti tumori pancreatici insorgono senza lesioni cistiche preesistenti», spiega Germana De Nucci, responsabile della Commissione Pancreas di AIGO.

Se c’è ittero

Se il paziente mostra l’ittero, il medico deve capire se i dotti biliari siano liberi o chiusi. Gli esami a disposizione in questo caso sono tre:

  1. la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP),
  2. colangiografia transepatica percutanea,
  3. la colangiorisonanza magnetica, che è la meno invasiva. Non permette però di fare contestualmente una biopsia per identificare eventuali cellule tumorali, come invece consentono le altre due colangiopancreatografie.

Il quadri test per la diagnosi precoce

Un nuovo approccio per la diagnosi precoce della forma più diffusa del tumore al pancreas è rappresentato da un quadruplo test del sangue. La conferma arriva da uno studio americano, che conferma come questo esame combinato potrebbe aiutare molto le terapie contro questa malattia. I ricercatori hanno messo a confronto gli esami del sangue di pazienti con tumore pancreatico, con persone sane per verificare la differenza nella presenza di biomarcatori specifici nel sangue.

Questi biomarcatori sono quattro proteine che presentano valori elevati nei pazienti con tumore al pancreas in fase iniziale, in confronto a volontari sani. Unendo questi quattro valori gli esperti hanno individuato nove casi su dieci, con il 5% di falsi positivi. La patologia è stata identificata infatti nell’87,5% dei casi.

Quali sono le terapie?

Al momento un paziente su cinque scopre di avere il cancro al pancreas, quando questo si trova ancora all’interno dell’organo: in questo caso si procede all’asportazione chirurgica. È un intervento importante che comporta l’assunzione di molti rischi e il tasso di mortalità può raggiungere anche il 10% di tutti i casi. «È importante ricordare che ogni procedura eseguita su pazienti portatori di tumore del pancreas è a rischio e che la riduzione di tale rischio dipende sia dalle caratteristiche dei pazienti, che da quelle del tumore, nonché dal Centro di cura a cui ci si affida», dice Vincenzo Mazzaferro, Coordinatore della Pancreas Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT).

Tre tipi di intervento

Possono essere eseguiti vari interventi. Ecco quali.

  1. La duodenocefalopancreasectomia viene di solito svolta per via laparotomica, ovvero a cielo aperto. Il chirurgo effettua un’incisione da sotto lo sterno all’ombelico (mediana) oppure sotto l’ultima costola destra (sottocostale), attraverso la quale, dopo aver praticato una resezione tra la testa e il corpo del pancreas, asporta la testa (la parte destra) dell’organo stesso. Insieme con quest’ultima, è necessario rimuovere anche la prima parte dell’intestino (duodeno), la parte finale della via biliare (coledoco), la colecisti e parte dello stomaco. A questa fase demolitiva, segue quella ricostruttiva, durante la quale occorre ripristinare la continuità del transito alimentare, ricongiungendo segmenti di intestino con il pancreas residuo, lo stomaco e la via biliare principale.
  2. La pancreasectomia sinistra può essere svolta, nella maggior parte dei casi, con un approccio mininvasivo (in laparoscopia). Il chirurgo effettua tre o quattro fori nell’addome e una piccola incisione nel basso ventre, attraverso i quali, dopo aver praticato una resezione tra la testa e il corpo del pancreas, asporta il corpo e la coda (la parte sinistra) dell’organo. Per motivi oncologici, l’operazione comporta anche la rimozione della milza (splenectomia).
  3. La pancreasectomia totale è un intervento eseguito raramente e viene svolto per via laparotomica. Il chirurgo pratica, cioè, un’incisione attraverso la quale asporta tutto il pancreas, ma anche il duodeno, la via biliare, una parte dello stomaco e, in alcuni casi, la milza. Dopo la rimozione, occorre «ricongiungere» gli organi sezionati, collegando l’intestino alla via biliare residua e allo stomaco. Dal momento che viene asportato completamente il pancreas, in tutti i pazienti comparirà il diabete.

Anche dopo l’intervento può essere necessario sottoporsi a chemioterapia. A volte si decide di prescrivere al paziente la chemio prima dell’intervento chirurgico. Al momento per i casi non operabili si procede con chemioterapia o radioterapia.

I farmaci biologici e l’immunoterapia

Alcuni farmaci biologici sono già usati nella terapia di alcuni sottotipi di cancro pancreatico. La ricerca scientifica sta sperimentando altri farmaci capaci di aumentare la risposta del sistema immunitario: è l’immunoterapia. Anche in questo caso, però, i pazienti con tumore al pancreas sono più sfortunati, perché la relazione tra la patologia e il sistema immunitario è molto complessa.

«Le cellule del tumore al pancreas sono completamente immerse in un tessuto che si chiama stroma, molto denso, che fa da barriera tra vasi sanguigni, vasi linfatici e cellule tumorali. Questa struttura rende difficile l’interazione tra cellule tumorali pancreatiche, sistema immunitario e arrivo dei farmaci chemioterapici al tumore», dice Alessandro Zerbi, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Pancreatica presso l’Ospedale di Ricerca Humanitas di Milano.

In futuro ci cureremo con un vaccino contro il tumore al pancreas?

I ricercatori delll’ospedale Molinette di Torino hanno sviluppato un vaccino risultato efficace sugli animali. Siamo a livello ancora decisamente sperimentale, ma questa scoperta potrebbe cambiare radicalmente la cura di questa malattia che è tra le più mortali in assoluto. Se vuoi approfondire l’argomento, clicca qui.

In arrivo nuove terapie sperimentali

Uno studio internazionale che ha visto la collaborazione tra la Sapienza di Roma con altri centri di ricerca internazionali ha scoperto quella che è stata definita come una “potenziale strategia farmacologica adiuvante della terapia convenzionale del cancro pancreatico, basata sull’attivazione di uno specifico enzima coinvolto nel metabolismo del tumore”. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Gastroenterology.

I ricercatori hanno utilizzato una classe di sette enzimi, chiamati sirtuine, capaci di alterare le altre proteine per il loro ruolo nella “regolazione del metabolismo, del microambiente tumorale e della stabilità genomica delle cellule cancerose”. Tra queste la sirtuina 5 (SIRT5), collegata sia alla regolazione del metabolismo in generale sia, nello specifico, a quello implicato in differenti tipologie di tumore. Grazie a questo enzima si può limitare la crescita tumorale.

Tumore al pancreas e intelligenza artificiale

Si sta studiando molto anche l’introduzione nelle terapie dell’intelligenza artificiale per predire le complicanze post-operatorie di ciascun paziente sulla base dei dati clinici e degli esami di imaging pre-intervento, come la tomografia computerizzata. «Il nostro obiettivo è elaborare una capacità di predizione pre-operatoria superiore a quella attuale, in modo da poter valutare, per il singolo paziente, la probabilità di comparsa di complicanze e la loro gravità, e da mettere in atto provvedimenti per limitarle», commenta Giovanni Capretti, ricercatore e chirurgo generale specializzato in patologia pancreatico-duodenale presso l’Irccs.

«L’intelligenza artificiale e la genetica ci stanno consentendo, inoltre, di sviluppare farmaci mirati contro mutazioni specifiche del gene RAS, responsabile di oltre il 90% dei casi. I risultati preliminari delle sperimentazioni in corso sono incoraggianti, ma è importante mantenere prudenza e rigore scientifico: solo i dati delle prossime fasi cliniche ci diranno se siamo davvero di fronte a un cambio di paradigma», spiega Filippo Pietrantonio, Oncologo medico e ricercatore affiliato alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori.

L’articolo Tumore al pancreas: casi in aumento, quali sono i sintomi? proviene da OK Salute e Benessere.

Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.