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Cos’è il pap test e come funziona

pap test

Il pap test è un esame di screening. Il suo obiettivo non è “curare”, ma “identificare in anticipo”. Serve a individuare alterazioni nelle cellule del collo dell’utero che, se trascurate, potrebbero trasformarsi in un tumore nel corso degli anni.

Un referto positivo NON significa avere un tumore. Significa solo che si è intercettato un cambiamento molto tempo prima che diventi pericoloso. In questi casi, il passo successivo è quasi sempre la colposcopia (un controllo più approfondito con una sorta di microscopio).

Il nome “pap test” è l’abbreviazione del cognome del suo inventore: George Nicholas Papanicolaou, medico greco che, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti all’inizio del ‘900, dedicò la sua vita allo studio delle cellule. Prima del suo test, il tumore al collo dell’utero era una delle principali cause di morte per le donne; grazie alla sua intuizione, la mortalità è crollata di oltre il 70%.

Cosa succede durante l’esame?

Molte temono che sia doloroso, ma in realtà è solo un po’ fastidioso e dura pochissimi minuti:

  1. Si utilizza lo speculum, un piccolo strumento che permette di visualizzare il collo dell’utero.
  2. Con una spatolina e un bastoncino con le setole morbide (cytobrush), lo specialista preleva delicatamente un po’ di muco e cellule.
  3. Il campione viene inviato in laboratorio per essere analizzato al microscopio.

Occorre una preparazione particolare?

Sì, per garantire che il campione sia leggibile, ci sono piccole regole per i due giorni precedenti all’esame:

  • niente rapporti sessuali,
  • evitare ovuli, lavande vaginali o gel,
  • il momento giusto: L’esame va fatto almeno 3-5 giorni prima o dopo la fine del ciclo mestruale (il sangue coprirebbe le cellule da analizzare).

Chi può farlo?

Il pap test è accessibile a tutte le donne che hanno iniziato l’attività sessuale.

  • E se sono vergine? In questo caso l’esame è generalmente sconsigliato o non necessario ai fini dello screening oncologico, poiché il rischio di tumore al collo dell’utero è strettamente legato al virus HPV, che si trasmette per via sessuale.
  • In gravidanza? Si può fare tranquillamente, non disturba il bambino.

Se avete fatto il vaccino per l’HPV, dovete comunque sottoporvi allo screening. Il vaccino protegge dai ceppi più pericolosi, ma non da tutti.

Cosa può diagnosticare?

È importante fare una distinzione:

  • lesioni precancerose: cellule che stanno cambiando e che dobbiamo monitorare o rimuovere,
  • infiammazioni o infezioni: come la candida o il trichomonas,
  • HPV: anche se oggi per lo screening primario sopra i 30-35 anni si preferisce spesso l’HPV-DNA Test, il pap test rimane fondamentale per capire se il virus sta effettivamente creando danni.

Ogni quanto deve essere fatto?

Le linee guida del Ministero della Salute indicano generalmente ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 64 anni. Ma entrando nello specifico ci sono differenze.

Dai 25 ai 30 anni:

In questa fascia d’età, l’esame di riferimento è il pap test.

  • Ogni quanto: va ripetuto ogni 3 anni.
  • Perché: sotto i 30 anni le infezioni da HPV sono estremamente frequenti ma spesso transitorie (spariscono da sole). Fare l’HPV Test porterebbe a troppi “falsi positivi”. Il pap test, invece, ci dice se il virus sta effettivamente creando un’alterazione nelle cellule che merita attenzione.

Dai 30-35 ai 64 anni

Superata la soglia dei 30-35 anni, il protocollo cambia. Il test principale diventa l’HPV DNA Test.

  • Ogni quanto: va ripetuto ogni 5 anni (se il risultato è negativo).
  • Perché: a questa età, se il virus è presente, è più probabile che sia un’infezione “persistente” e quindi potenzialmente pericolosa. Poiché l’HPV Test è molto più sensibile del pap test, se risulta negativo siamo sicure per un periodo più lungo, ecco perché l’intervallo passa a 5 anni.

Casi particolari: quando le regole cambiano?

Esistono situazioni in cui il ginecologo potrebbe chiedervi di accorciare i tempi o fare controlli diversi:

  • Follow-up post-anomalia: se un pap test precedente era dubbio o positivo, i controlli successivi saranno più ravvicinati (solitamente ogni 6 o 12 mesi) finché la situazione non torna alla normalità.
  • Sistema immunitario fragile: donne con patologie che indeboliscono il sistema immunitario potrebbero necessitare di controlli più frequenti, poiché il corpo fatica di più a eliminare il virus HPV.
  • Dopo un trattamento: se avete subito un piccolo intervento (come la conizzazione) per rimuovere una lesione, i controlli saranno programmati secondo un protocollo specifico di “follow-up”.

Differenze tra pap test e HPV test

Sebbene il prelievo avvenga nello stesso modo, questi due esami osservano la situazione da prospettive diverse:

  • il pap test è un’indagine citologica che cerca le “impronte” del danno, ovvero studia la forma delle cellule per vedere se sono già mutate;
  • l’HPV Test è invece un’indagine molecolare che cerca la “presenza” del colpevole, ovvero il DNA del virus, prima ancora che questo inizi a fare danni.

Nelle donne sotto i 30 anni si preferisce il pap test perché le infezioni da HPV sono così comuni e transitorie che cercarle creerebbe solo inutili allarmismi. Sopra i 30-35 anni, invece, l’HPV Test diventa il primo filtro perché è estremamente sensibile nel prevedere chi potrebbe sviluppare una lesione nei successivi 5 anni. In sintesi: il pap test ci dice cosa sta succedendo oggi, l’HPV Test ci dice cosa potrebbe succedere domani.

Come leggere il referto: Il “Sistema Bethesda”

Ecco una guida rapida per comprendere meglio il referto:

Risultati Negativi

Negativo per lesioni intraepiteliali o malignità: Significa che tutto è normale. A seconda dei casi il successivo controllo deve essere eseguito tra 3 o 5 anni.

Risultati “dubbi” o lievi

Ci possono essere dei casi con valori al limite o bassi:

  • ASC-US: significa che ci sono cellule con un aspetto atipico, ma non sappiamo se per colpa del virus o solo per una banale infiammazione. Di solito si richiede un HPV Test di controllo.
  • L-SIL: lesione di basso grado. Spesso regredisce da sola, ma va monitorata più da vicino.

Risultati che richiedono approfondimenti

Ci possono essere anche degli esiti che richiedono approfondimenti:

  • H-SIL: Lesione di alto grado. Non è ancora un tumore, ma c’è un rischio concreto che lo diventi se non interveniamo.
  • ASC-H: Cellule atipiche che potrebbero nascondere una lesione di alto grado.

L’articolo Cos’è il pap test e come funziona proviene da OK Salute e Benessere.

Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.