Yoga miofasciale: cos’è e perché praticarlo
Il 18 e 19 aprile 2026, il Kurhaus di Merano ospiterà la 14ª edizione dello Yoga Meeting, il tradizionale appuntamento primaverile dedicato allo yoga e alle discipline olistiche. Durante l’evento, i visitatori potranno partecipare a workshop, master class e open class con maestri rinomati, approfittando anche dell’occasione per esplorare Merano in primavera, quando i parchi e i giardini sono un trionfo di colori e profumi. Tra le attività proposte c’è lo yoga miofasciale, una pratica accessibile che mira a promuovere un benessere duraturo e sostenibile nel tempo. Ne abbiamo parlato con l’insegnante Beatrice Brunelli, fondatrice del metodo BodyTensFlow®, che ci ha guidato alla scoperta di questa disciplina e dei suoi benefici.
Cos’è lo yoga miofasciale?
Comprendere lo yoga miofasciale significa, innanzitutto, esplorare l’anatomia della fascia e le sue funzioni. «La fascia è un tessuto connettivo continuo che avvolge, collega e sostiene ogni struttura del corpo senza interruzioni: i muscoli, gli organi, i nervi, le ossa. Questa rete non è solo strutturale, ma è viva, dinamica e piena di recettori, fibre e cellule immunitarie. Il suo stato di salute influisce su mobilità, postura, propriocezione, capacità di sviluppare forza e flessibilità e perfino sulla percezione di dolore e tensione».
«Lo yoga miofasciale che propongo con il mio metodo BodyTensFlow®, su cui ho scritto anche un libro, prende elementi dello yoga tradizionale, respirazione, consapevolezza, asana, ascolto, e li combina con tecniche miofasciali come pressioni, rilasci e movimenti lenti. È un approccio che unisce movimento consapevole e stimolazione fasciale, con benefici profondi sul corpo e sulla mente», spiega Beatrice Brunelli.
Quali sono i suoi benefici?
Questa disciplina è progettata per sciogliere tensioni, rigidità e recuperare mobilità, senza forzare o affaticare eccessivamente il corpo. Inoltre, può essere praticata anche in tempi brevi, adattandosi facilmente ai ritmi e alle esigenze della vita quotidiana.
«Invece di concentrarsi solo su posture fisse e muscoli isolati, lavoriamo con movimenti mirati, spesso con palline o foam roller, che “parlano” direttamente alla fascia. Questo aiuta il tessuto a riattivarsi, reidratarsi e rigenerarsi, riducendo quelle tensioni che fanno sentire il corpo “bloccato”».
Come si struttura una lezione di yoga miofasciale?
- «Si usano foam roller e palline per accedere agli strati più profondi (all’inizio, in mezzo o alla fine in funzione dell’obiettivo della pratica);
- si costruiscono flow di asana con consapevolezza e controllo per idratare il tessuto connettivo;
- si uniscono sempre movimento e respiro perché anche il diaframma fa parte della struttura fasciale ed è una “pompa” potente per stimolare la rigenerazione di questo tessuto».
È adatto a tutti?
«Gli strumenti che si utilizzano e il metodo che ho creato mi hanno permesso di supportare sportivi professionisti e amatoriali, persone affette da fibromialgia, malattie immunitarie e infortuni gravi che hanno recuperato più velocemente o sono riuscite a gestire il dolore, il respiro e il movimento in modo diverso. In alcuni casi, è stata straordinaria la collaborazione con altri professionisti del recupero, come fisioterapisti e osteopati. Questo metodo è un supporto al percorso riabilitativo sia dal punto di vista fisico, sia da quello mentale che è un elemento spesso sottovalutato», prosegue l’insegnante.
Con quale frequenza è consigliato praticare lo yoga miofasciale?
«È meglio praticare poco e spesso piuttosto che tanto tutto insieme. Soprattutto quando si parla di fascia, che ha tempi di rigenerazione lunghi e una struttura viscoelastica. Consiglio sempre di partire dalle tecniche di rilassamento miofasciale su base quotidiana, che possono essere eseguite per 30-90 secondi per area corporea percependo già dei benefici in termini di rilassamento, mobilità e flessibilità, e poi integrare sessioni più lunghe nell’arco della settimana in base a necessità, possibilità, obiettivi».
Anche chi ha poco tempo può trarre beneficio dallo yoga miofasciale tramite lezioni di pochi minuti, facilmente integrabili nella propria giornata, utili per sciogliere le piccole rigidità quotidiane e mantenere una pratica costante.
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