Cuore: anche smog e rumore tra i fattori di rischio
Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel mondo occidentale, Italia compresa, ma i “killer” non sono più solo i sospettati abituali come dieta e sedentarietà. Un nuovo documento di consenso dell’European Society of Cardiology (ESC), presentato a Milano durante il seminario internazionale RESPIRAMI, lancia l’allarme: i fattori di rischio ambientale sono acceleratori silenziosi che contribuiscono a oltre 5,5 milioni di decessi per malattie cardiache ogni anno in tutto il pianeta.
Inquinamento e cuore: l’impatto dei nuovi fattori di rischio ambientale
Fino ad oggi, lo smog era considerato il principale nemico ambientale. Tuttavia, gli esperti hanno evidenziato come la salute del cuore sia minacciata da un “cocktail tossico” che include:
- Inquinamento acustico e luminoso,
- Microplastiche e PFAS,
- Cambiamenti climatici (ondate di calore),
- Emissioni di ammoniaca dagli allevamenti intensivi.
Questi fattori agiscono attraverso meccanismi biologici comuni: stress ossidativo, infiammazione sistemica, disfunzione dell’endotelio e alterazione dei ritmi circadiani.
Inquinamento acustico e luminoso: i nemici invisibili
Il rumore e la luce artificiale non disturbano solo il sonno, ma danneggiano direttamente le arterie.
- Il rumore del traffico: l’esposizione cronica a livelli superiori ai 53 decibel aumenta il cortisolo e l’adrenalina. Per ogni incremento di 10 decibel, il rischio di ipertensione arteriosa sale fino all’81%.
- La luce artificiale notturna: impedisce il naturale calo della pressione durante il sonno e riduce la melatonina. Questo inquinamento “uccide” circa 10.000 persone l’anno per eventi cardiaci e aumenta del 260% il rischio di demenza in soggetti vulnerabili.
Caldo estremo e inquinamento chimico
Il cambiamento climatico gioca un ruolo cruciale. Secondo i dati presentati:
- Calore: al di sopra dei 20-22 gradi, la mortalità cardiovascolare aumenta del 2,1% per ogni grado in più.
- PFAS e Plastiche: le “sostanze eterne” (PFAS) aumentano il rischio di malattie coronariche fino al 20%. Le microplastiche, inalate quotidianamente, superano le barriere naturali favorendo fibrosi polmonari e infiammazioni.
Inquinamento e cuore, verso città più sane: i modelli virtuosi
La pianificazione urbana è la medicina del futuro. Il seminario RESPIRAMI ha analizzato le strategie che funzionano:
- Londra: l’estensione delle zone a bassissima emissione (ULEZ) ha ridotto drasticamente il biossido di azoto.
- Parigi: il modello della “città dei 15 minuti” e la pedonalizzazione di 500 strade entro il 2028.
- Italia: Milano, Bologna e Roma stanno potenziando reti ciclabili, ZTL ed elettrificazione dei trasporti per mitigare l’impatto dello smog.
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