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Nati prematuri: la lettura ad alta voce in Terapia intensiva migliora il neurosviluppo

lettura ad alta voce nei nati prematuri

Leggere un libro a voce alta migliora il neurosviluppo dei nati prematuri e favorisce la relazione affettiva con mamme e papà. A dirlo è uno studio condotto dalla Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Bufalini di Cesena e dal Laboratorio di Psicodinamica dello Sviluppo dell’Università di Bologna (sede di Cesena), pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Environmental Research and Public Health. I ricercatori hanno indagato se la lettura a voce alta da parte dei genitori già durante la degenza in Tin sia in grado di influenzare lo sviluppo del linguaggio nei primi due anni di vita dei bimbi nati pretermine.

Lettura ad alta voce nei nati prematuri: la ricerca italiana

Gli studiosi hanno reclutato 100 famiglie di neonati prematuri (tutti con peso inferiore a 1.500 grammi). I genitori di 55 bambini ricoverati in Terapia intensiva neonatale hanno ricevuto un libro illustrato colorato al momento del ricovero e sono stati incoraggiati a leggere a voce alta al proprio piccolo il più possibile e a continuare anche dopo le dimissioni; gli altri 45, invece, sono rientrati nel gruppo di controllo, dal momento che erano ricoverati ben prima dell’avvio del programma di lettura.

Lo sviluppo linguistico è stato valutato con i quozienti di udito e linguaggio della Griffith Mental Development Scale a 3, 6, 9, 12, 18 e 24 mesi. Indipendentemente dal gruppo, i punteggi medi di udito e linguaggio tendevano a diminuire tra i 9 e i 18 mesi; tuttavia, nel gruppo esposto alla lettura ad alta voce questo declino è stato significativamente più contenuto rispetto al gruppo di controllo.

Perché la voce dei genitori è fondamentale per i prematuri?

Ma come mai questa pratica apporta benefici sulla salute dei più piccoli, specialmente quelli nati prematuri? Nel pancione, la voce della mamma rappresenta il suono dominante: già dalla 28esima settimana, infatti, il feto riesce a distinguere i suoni di diversa intensità, come appunto le voci femminili e maschili. Dalla 32esima settimana, poi, è in grado di riconoscere la voce materna. Questo canale privilegiato di apprendimento e relazione viene però interrotto dalla nascita pretermine e, in assenza di un’apertura H24 delle Tin ai genitori, questa connessione non è facilmente ripristinabile. Se si considera che una persona parla mediamente 2,5 – 3,5 ore al giorno, utilizzando circa 16.000 parole, è evidente che si verifichi una riduzione dell’acquisizione linguistica.

Inoltre, i neonati pretermine fanno fatica a distinguere i suoni rilevanti da quelli di sottofondo, quindi i rumori ambientali possono ostacolare il riconoscimento delle voci genitoriali, ulteriormente attenuate dalle pareti dell’incubatrice.

L’importanza dell’apertura H24 delle Terapie intensive neonatali

«La ridotta esposizione prenatale al linguaggio umano, l’ambiente uditivo stressante delle Tin, la diminuzione del linguaggio diretto al neonato sono indicati come principali fattori di rischio per lo sviluppo del linguaggio e della capacità di autoregolazione in questi bambini», conferma Massimo Agosti, Presidente della Società italiana di neonatologia (Sin). «La cura del neonato in collaborazione con la famiglia, attuata attraverso programmi di assistenza individualizzata, viene oggi considerata uno standard assistenziale imprescindibile nelle Tin e comprende diverse strategie volte a promuovere il neurosviluppo. Tra queste, nel rispetto dei segnali comportamentali del neonato, si inserisce la lettura ad alta voce. Una presenza genitoriale più costante, favorita dall’apertura H24 dei reparti e da una maggiore esposizione alle parole, sono associate a un incremento delle vocalizzazioni neonatali e a un migliore sviluppo del linguaggio espressivo».

Lettura ad alta voce nei nati prematuri: non solo linguaggio ma relazione affettiva

Leggere a voce alta ai neonati prematuri (ma anche a quelli nati  termine) è un modo non solo per trasferire informazioni e migliorare il loro neurosviluppo ma anche per costruire una profonda dimensione affettiva, che definisce la relazione genitore-figlio. La lettura è a tutti gli effetti un atto sociale, che rappresenta un valido supporto alla crescita e allo sviluppo della capacità di regolazione emotiva del neonato.

Le iniziative della Sin per promuovere la lettura ai neonati

Per incentivare la pratica della lettura a voce alta nelle Terapie intensive neonatali, la Sin ha donato una copia del libro Nel tuo abbraccio, edito da Carthusia, a tutti i Centri di Neonatologia del nostro Paese. Dieci filastrocche sulla Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro, ideate da Vivere ETS Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia, con il contributo e la supervisione scientifica della Sin e della Sin Inf (Società italiana di neonatologia infermieristica). La Società italiana di neonatologia sostiene, inoltre, il programma nazionale Nati per Leggere, che promuove la lettura ad alta voce in famiglia nei bambini da 0 a 6 anni.

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Marta

Esperta ed appassionata di oli essenziali e aromaterapia. Con una curiosità instancabile e una dedizione senza fine alla ricerca, mi impegno a portarti informazioni accurate e approfondite, arricchite dalla mia esperienza personale.