Disturbo esplosivo intermittente: sintomi e opzioni di trattamento
Caratteristiche del disturbo esplosivo intermittente
Il disturbo esplosivo intermittente è contraddistinto da episodi di rabbia eccessiva rispetto agli stimoli scatenanti, causando un notevole disagio. Questi episodi possono compromettere il benessere individuale, le relazioni interpersonali e le prestazioni scolastiche o lavorative. Secondo il DSM-5, gli scoppi di aggressività si manifestano rapidamente, di solito durano meno di 30 minuti e si attivano in risposta a provocazioni minime. I sintomi possono variare in intensità, con frequenti esplosioni verbali o fisiche che non causano danni materiali o lesioni a persone o animali, con una media di due episodi a settimana per circa tre mesi. In alternativa, si possono verificare esplosioni meno frequenti ma più gravi, con danni a oggetti o aggressioni fisiche che provocano lesioni.
Diagnosi e trattamento del disturbo
La diagnosi del disturbo esplosivo intermittente può avvenire a partire dai 6 anni, ma non deve essere effettuata se i comportamenti sono attribuibili a un altro disturbo mentale o a condizioni mediche. Questo disturbo ha un impatto significativo sulla vita quotidiana, creando tensioni familiari, conflitti sociali e difficoltà nel mantenere stabilità lavorativa o scolastica. Il trattamento principale consiste nella psicoterapia, in particolare nella terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a riconoscere e gestire pensieri e comportamenti disfunzionali. In alcuni casi, si possono prescrivere farmaci come antidepressivi o stabilizzatori dell’umore.
