Revenge porn: come proteggersi da un fenomeno in crescita
Una minaccia sempre più attuale
Negli ultimi anni, il revenge porn ha assunto forme allarmanti, ben oltre il rischio di vendetta da parte di un ex. Oggi, le vittime possono trovarsi a fronteggiare telecamere domestiche violate e furti di identità. Recentemente, numerose presentatrici, attrici e cantanti italiane hanno subito attacchi di questo tipo, esponendo la loro intimità su forum pubblici. Un caso emblematico è quello di Jolanda Renga, figlia di Francesco Renga e Ambra Angiolini, che ha vissuto un episodio di sextortion, una richiesta di denaro sotto minaccia di pubblicazione di foto compromettenti. Nonostante l’introduzione di una legge nel 2019 contro il revenge porn, il fenomeno continua a crescere, trovando nuove modalità di attacco, come dimostrato dal gruppo social “Mia moglie”, dove gli utenti condividevano foto intime delle proprie partner.
Normativa e consapevolezza
La legge italiana chiarisce che la diffusione di materiale intimo senza consenso è un crimine. Secondo uno studio recente, un significativo numero di persone ha utilizzato i social per danneggiare l’immagine di un ex partner. L’uso di smartphone e social media come strumenti di diffusione è diffuso, e l’intelligenza artificiale ha reso possibile la creazione di deepfake, aumentando il rischio per le vittime. È fondamentale educare i giovani sull’uso responsabile della tecnologia e sui pericoli delle relazioni tossiche. Il revenge porn colpisce soprattutto le donne, e la consapevolezza dei rischi associati alla condivisione di immagini intime è cruciale per prevenire ulteriori abusi.
